SCATENI/Bergoglio, ombre dopo le luci del papa rivoluzionario


Articolo pubblicato il: 11/10/2018 11:38:08

Papa Francesco, probabilmente indotto a scagliare anatemi contro l’aborto dall’establisment del clero, preoccupato del calo di consensi alla Chiesa cattolica conferma la fragilità del ruolo di re del Vaticano, che quasi certamente ha indotto Ratzingher ad abdicare, primo pontefice dimissionario. Al suo “Non ce la faccio, sono debole” hanno creduto solo l’Osservatore Romano e le Carmelitane Scalze. Bergoglio ha ben altra tempra e in questi anni di pontificato ha innovato quanto nessun altro papa avrebbe osato fare.

Chi è addentro alle segrete cose del Vaticano sospetta che la vita domestica di Francesco, racchiusa in una stanza sorvegliata a vista e nella cautela dei pasti controllati da fedelissimi, sia condizionata dal timore di essere avvelenato. Sorprende in positivo la sua incolumità, a rischio permanente nei bagni di folla senza protezione anti proiettile.

Sullo sfondo di una crociata permanente per i deboli e gli indifesi, contro le ingiustizie sociali e la violenza dei poteri forti, si intuiscono le opposizioni interne, gli ammonimenti a non smantellare l’impalcatura del dettato religioso incentrato su dogmi e limitazioni della libertà individuale. La percezione che azioni di contrasto dei cardinali più conservatori negli ultimi tempi incidano sul pontificato di Bergoglio è sostenuta da recenti comportamenti in antitesi con il suo empito progressista. Tardiva e lacunosa è la condanna dell’immenso scandalo degli abusi sessuali commessi da migliaia di preti di ogni livello ed è incomprensibile il silenzio sulla svolta di abolire per preti e suore il voto di castità per consentire loro di sposarsi, una via sessuale secondo natura e procreare come ha predicato Cristo.

In ultimo esplode la violenza di un drastico, tirannico no all’aborto, consentito in Italia dalla legge 194 a tutela della salute per gravidanze a rischio di vita delle donne e che ignora la tragedia di figli condannati a soffrire per gravissime malattie genetiche.

Parole di Bergoglio: “L’aborto è come affittare un sicario per risolvere un problema. L’aborto è un crimine. E’ quello che fa la mafia”. Se la mozione del consiglio comunale di Verona contro l’aborto è illecita, perché un’ istituzione qual è il Comune non può schierarsi contro una legge dello Stato, il violento proclama di papa Francesco è un’evidente ingerenza di uno Stato straniero in quello italiano.

Chi c’è dietro questa inversione recessiva di Bergoglio è materia d’indagine dei vaticanisti, ma per i cattolici che hanno approvato la legge 194 è un motivo in più per spiegare il progressivo deficit di vocazioni denunciato, tra gli altri, dai vescovi irlandesi preoccupati per la crisi della fede e costretti ad abbattere una chiesa di Dublino perché troppo grande.

Sul tema aborto cresce la contestazione dei ginecologi. Il pensiero comune condanna l’espressione “sicario” per chi rispetta una legge dello Stato. “Saremmo assassini se lasciassimo morire le donne di aborto clandestino. Un argomento in più sono i casi delle migranti che arrivano nel nostro Paese incinte per essere state stuprate o la disperazione di donne che sanno di mettere al mondo bambini con drammatiche malformazioni, destinati.”

A Bergoglio è stato più volte chiesto di spiegare perché Dio consente che nascano bambini con malattie mortali, come i tumori. “A questo non so rispondere” ha detto onestamente.

Luciano Scateni