SCATENI/Gattuso-Sarri 1 a 1. Donnarumma salva il Milan al 93°


Articolo pubblicato il: 15/04/2018 18:05

Come Paganini il Napoli non concede più bis e li nega in prossimità in fine di un’esecuzione perfetta fino al momento cruciale della posta che nel calcio italico è premiata con il tricolore.

Dov’è finita l’ubriacante leggerezza dei magnifici tre piccoli (di statura) e grandi (per talento) che hanno stupito gli osservatori di mezzo mondo, dove la velocità di triangolazioni smarcanti, la dinamica offensiva ripercorsa felicemente a memoria per tre quarti del campionato? Esaminato al microscopio dell’obiettività, appare sbiadito l’azzurro della trama che ha fatto piangere avversari di eccelsa levatura tecnica e antagoniste di media qualità. Dai e dai, la mancanza di alternative ha ridotto il potenziale tecnico, tattico e fisico, forse anche psicologico, dei tre giocolieri: da tempo le avversarie del Napoli tamponano l’effetto Mertens, mettendogli alle costole due mammasantissimi centrali. Il pur bravo belga ha confermato che la sorpresa di finto centravanti aveva il fiato corto. E poi. l’invenzione del buon Sarri, di cross calibrati da destra (leggi Ghoulam) a scavalcare il muro difensivo delle avversarie, ha fruttato preziosi gol, ma ha esaurito il suo potenziale per i limiti della ripetitività, che ha insegnato al difensore diretto di Callejon a non perdere di vista i suoi tagli vincenti. Insigne? Con finta a sinistra e conversione centrale si liberava per i suoi tiri a giro. Ora il raddoppio e perfino la triplice marcatura studiata dai tecnici avversari, ha messo fine alla sua pericolosità offensiva. Tutto qui? No, ovvio. La scelta dei titolarissimi sempre in campo ha logorato i soliti noti. Allan, dopo un esordio di campionato strepitoso, accusa un calo di vivacità fisica, Jorginho alterna a buone prove a momenti di apatia calcistica e Hamsik per il suo e il bene del Napoli, dovrebbe staccare la spina e ritrovare l’autorevolezza che l’ha fatto grande. Le note più dolenti sono comunque scritte sul diario di De Laurentiis. Si sono sprecati gli annunci di potenziale acquisti di qualità per integrare la rosa della prima squadra, ma invano. Tutti falliti. Gli infortuni di Ghoulam e Milik sono una puntuale conferma delle mancate (e quanto autentiche?) promesse . Il colmo nella partita di questo 15 aprile. Sarri costretto a spostare a sinistra Hysaj, che mancino non è, per sostituire lo squalificato Rui. Corsie nulle o quasi, il contrario di uno dei punti di forza del Napoli.

Del pari con il Milan, che complica la vita a Sarri e compagni, l’unico time da salvare si deve Milik, incursore sfortunato. Allo scadere del terzo minuto di recupero il polacco avrebbe regalato al Napoli il gol dell’uno a zero, se il gigantesco Donnarumma non avesse miracolosamente deviato in calcio d’angolo il suo tiro-gol.

Milan-Napoli è finita in parità, con uno 0 a 0, in sostanza equo e la Juve gongolerà per questo nuovo stop degli azzurri. Ottomila i napoletani delusi a San Siro, milioni in tutta Italia.

Fine di un sogno? Mister Sarri, un consiglio da amici. Provi il seguente attacco, ma dal primo minuto: Mertens-Milik-Insigne, o Callejon-Milik-Insigne o Callejon-Milik-Mertens. Inserisca Zielinski dal primo minuto, conceda ad Hamsik un paio di turni di riposo e quando rinnoverà il contratto con De Laurentiis chieda pure un ritocco, ma pretenda che integri l’organico con fior di giocatori. Magari mettendo in cassa qualche milioncino con la vendita di soggetti misteriosi come Ounes e affini, cioè di levatura inidonea per chi ambisce allo scudetto. S’intende, detto con tutto il rispetto.

Luciano Scateni





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