SCATENI. Un tempo Psg, un tempo Napoli, logico l'1 a 1


Articolo pubblicato il: 07/11/2018 09:35:30
Ultimo aggiornamento articolo: 07/11/2018 09:35:56

Per quarantacinque minuti non è il Napoli di Parigi, ma soprattutto non è il Psg del Parco dei Principi e l’equazione degli azzurri castiga grandi d’Europa non torna. I francesi si muovono con la disinvoltura che detta l’asse Verratti, De Maria, Neymar, Mbappé, macchina di precisone nobilitata dalla classe immensa di questo formidabile quartetto su sui s’innesta l’insieme di un team che non ha punti deboli. Neymar è uno spettacolo a sé, è il bello del calcio, esemplare protagonista di giocate da mettere in archivio e tirarle fuori per mostrarle ai ragazzi che puntano a diventare numeri uno. Il Napoli sembra subire la perfezione dei francesi e forse Ancelotti ha sottovalutato lo scompiglio che la coppia di fenomeni riesce a portare nel sistema difensivo degli azzurri. Avrà le sue buone ragioni a schierare il 4-3-4, ma il campo dice che la formula 5-3-2 forse avrebbe contrastato più efficacemente questo Psg. Probabilmente avrebbero comunque imboccato gli spogliatoi senza danni se in pieno recupero, al minuto 42, il genio di Mbappé non avesse tagliato fuori Maximovic. Cross teso in area, si avventa sul pallone Bernat, uno a zero, previsioni pessimistiche per i secondi 45 minuti. E invece? Per dieci minuti della ripresa è solo Napoli e i francesi subiscono l’assalto degli azzurri con la paura in corpo di subire l’arrembaggio. Nel giro di pochi minuti il Psg si salva almeno ripetutamente con una serie di miracoli che impediscono per un niente a Mertens, due volte, a Callejon e Insigne di andare in gol. Ci vuole un rigore per dare ragione alla furia agonistica degli azzurri. Il fantastico Callejon, forse il migliore campo del Napoli, lo guadagna aggredendo un cross invitante. Lo stringono in un sandwich illegale Buffon e Thiago Silva, pallone sul dischetto. L’esecuzione di Insigne è perfetta, uno a uno. Riflessione: Il Paris Saint Germain non a caso domina il campionato con un parco giocatori miliardario e non a caso è considerata tra le regine d’Europa. Se il Napoli ha sfiorato la vittoria a Parigi, negata da una prodezza di De Maria a tempo scaduto, e se al San Paolo, almeno nel secondo tempo ha rischiato rispedire in Francia il Psg sconfitto, l’equazione di un Napoli competitivo ai massimi livelli torna e come.

Buone notizie dall’altra sfida del girone. Il temutissimo Liverpool le ha prese dalla Stella Rossa, considerata il fanalino di coda del quartetto. Ora la classifica racconta che gli inglesi sono ancora primi, ma in coabitazione con il Napoli, a sei punti. Resta un dubbio di fondo sulla squadra che Ancelotti va organizzando per fronteggiare campionato e Champions League. Si può competere senza un regista di ruolo, più maturo di Diawara, non a caso messo in campo in partite meno impegnative?

Luciano Scateni