A due giornate dal termine del girone d'andata la Casertana può guardarsi indietro con soddisfazione. Dopo il pareggio di Picerno i punti in classifica sono 31 e la posizione è il gradino più basso del podio in attesa di Benevento-Avellino di questo pomeriggio. Un rendimento ben al di sopra delle aspettative non tanto per il valore dei singoli che è assoluto quanto per le difficoltà oggettive e gravi legate alla partenza in ritardo per via del ripescaggio. Eppure, i falchetti possono recriminare su alcune decisioni arbitrali discutibili che hanno penalizzato la classifica. Si parte dalla sfida di Messina perchè il gol del vantaggio dei peloritani sembra essere stato realizzato in furigioco (1-1 il finale). Si continua con il rigore dubbio (e relativa espulsione) assegnato al Crotone in occasione della sfida del Pinto terminata 1-1, si finisce con il rigore clamoroso negato a Montalto venerdì a Picerno. Ad onor del vero la Casertana non avrebbe meritato di vincere per il gioco espresso però il rigore nel recupero c'era e i falchetti avrebbero portato a casa tre punti anzichè uno. Si prendono tre decisioni a titolo di esempio e non è una lista esaustiva. Però quelle decisioni sono costate punti: cinque per la precisione, tanti quanti separano la Casertana dalla vetta della classifica. Non un motivo di preoccupazione ma anzi, di orgoglio, che sottolinea ancor più l'ottimo lavoro della squadra nelle prime 17 gare della stagione e certifica la legittimità delle ambizioni rossoblù ad un campionato di vertice.
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