Capua. Giovedì 12 dicembre: Vinicio Marchioni e Giuseppe Zeno ne "I Soliti Ignoti", al Teatro Ricciardi






Articolo pubblicato il: 08/12/2019 15:00:52
Ultimo aggiornamento articolo: 08/12/2019 15:00:52

Questa la nota stampa giunta in redazione:

"Giovedì 12 dicembre 2019, ore 20.45

Teatro Ricciardi di Capua

Info 0823963874

Gli Ipocriti Melina Balsamo

presenta

Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno 

ne

I Soliti Ignoti

tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’amico, Age & Scarpelli

adattamento teatrale Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli

con

Augusto Fornari

Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso

Ivano Schiavi, Marilena Anniballi

scena Luigi Ferrigno, costumi Milena Mancini
musiche Pino Marino, luci Giuseppe D’alterio

regia Vinicio Marchioni

La commedia è la prima versione teatrale del mitico film con la regia di Mario Monicelli uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia e non solo. Le gesta maldestre- si legge nella nota- ed esilaranti di un gruppo di ladri sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. L’adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura originale senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere vicina quell’epoca lontana. Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti per me è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista- si legge nel comunicato- ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire- si legge nella nota- sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada."