Capua ricorda Carlo Santagata: deposizione di fiori nell'82° anniversario del sacrificio






Articolo pubblicato il: 06/10/2025 15:01:19

Questo quanto apprendiamo dalla pagina facebook del Sindaco Villani:

"DEPOSIZIONE di fiori al cimitero di Capua e all'albero di gelso di via Santa Maria Capua Vetere nell''82° Anniversario del sacrificio di Carlo Santagata, medaglia d'oro della Resistenza. Presente l'assessore Corcione e Polizia municipale in rappresentanza del Comune di Capua e rappresentanti della Divisione Acqui, Caserma Salomone, del Comando Compagnia CC di Capua, della Scuola Specialisti dell' Aeronautica militare di Caserta, delle Associazioni militari in congedo e- si legge nella nota- d'arma dei Bersaglieri, Carabinieri, Ufficiali in congedo e A.N.C.R. Una breve ricostruzione della vicenda di Carlo Santagata tratta da una mia commemorazione di qualche anno fa: "L’azione di Carlo Santagata non fu, dunque, un episodio isolato, frutto della testa calda di un giovane. Certo la causa scatenante è nota e a noi -non dimentichiamolo mai questo dato- è giunta dalla confessione degli stessi tedeschi che lo seviziarono e lo uccisero.

Questo il loro racconto raccolto poi dagli inglesi: il 5 ottobre Carlo fu fermato al posto di blocco istituito dai nazisti in località “Pagliariello”, all’incrocio della nazionale Appia con Via Grotte San Lazzaro, per contrastare l’ingresso in città degli inglesi in avanzata da Sud. I soldati lo derubarono di tutto ciò che aveva con se, compresi alcuni pezzi di pane che si era procurato per la sua famiglia. Da ciò che altri testimoni dichiararono sappiamo che a quel punto Carlo si recò- si legge nella nota- in località Macello, dove teneva nascosti un fucile e un tascapane pieno di bombe a mano. Già il fatto che un giovane, nascondesse delle armi dovrebbe pur dire qualcosa. Inoltre, come poi dimostrò, Carlo quelle armi sapeva usarle bene dal momento che era stato una mascotte di un reparto di alpini guastatori. Ritornò al posto di blocco e ingaggiò, da solo, una battaglia con i soldati causando al nemico gravi danni. Poi ferito e catturato fu impiccato ad un albero.

Il suo fu un atto consapevole di chi, evidentemente, aveva già deciso di partecipare alla battaglia alla quale da giorni ci si stava preparando. L’idea che io ho maturato è che Carlo fosse intenzionato ad unirsi agli altri capuani che combattevano in diversi punti della città, dopo aver portato quel pane alla sua famiglia. La ricerca del cibo in giorni nei quali si pativa la fame, era una necessità per tutti. Lo stesso carrista- si legge nella nota- Pietro Orsi si unì agli insorti proprio mentre era alla ricerca di cibo per la sua famiglia. L’episodio del fermo al posto di blocco fu, dunque, solo la scintilla che spinse Carlo Santagata ad agire impulsivamente, commettendo certo una imprudenza, che in ogni caso assume il valore di un atto di grande eroismo di cui Capua deve essergli grata in eterno, perché grazie anche al suo gesto oggi possiamo dire che i capuani seppero conquistare la loro liberazione.""