Questa la nota stampa giunta in redazione:
"Una vigilia piena di emozioni, molti atleti della G.S.S Antonio A.S.D. di Casagiove si allenano costantemente al gioco delle bocce, imparando a conoscere le proprie capacità ed ad intervenire per modificarle, si relazionano con altre persone che mettono a disposizione il loro buon senso e la loro collaborazione umana. E’ un’attività particolare che permette loro di sperimentare il lavoro di squadra, lo spirito della collaborazione, lo spirito di cooperazione e la fatica di sottostare alle regole. E al termine degli allenamenti vivono le emozioni, ma soprattutto l’entusiasmo per la partecipazione al “Trofeo dei Soci Defunti” che quest’anno è giunto alla 44°edizione. Abbiamo ascoltato le parole degli atleti che hanno raccontato le loro emozioni a tre giorni dall’inizio del torneo. Clemente Agnesi da Maddaloni, è stato il primo a raccontare la sua propria emozione: “Gioco con la società del Sant’Antonio di Casagiove da 4 anni, vivo il gusto della sfida e della competizione, l’aspettativa della vittoria, ma soprattutto la voglia di partecipare come protagonisti in un ambiente diverso da quello abituale. Mi auguro che domenica sia una bella giornata di sport organizzata- si legge nella nota- per diffondere lo sport delle bocce in provincia di Caserta. Ringrazio tutti voi perché oggi vive ancora lo sport delle bocce in provincia di Caserta.” Luigi Formati che viene da Casagiove ha raccontato invece la sua grande passione per lo sport delle bocce: “Gli allenamenti, portano i propri frutti”. Il sacrificio è sempre presente dietro ogni successo ci deve essere impegno e determinazione sotto tutti i punti di vista. “Sono innamorato di questo sport – Non ho lasciato nulla al caso e questo è stato possibile soprattutto grazie alla mia famiglia a tutte le persone che mi sono state vicine ed infine grazie al gruppo sportivo Sant’Antonio. Da sempre partecipo al torneo, ho partecipato per 44 edizioni.
Ho vinto il torneo per 4 volte. Ho vinto la gara con 4 compagni di squadra diversi: Salvatore Russo, Silvestro Rauso, Carlo Marino, Iannotta Gennaro il mio compagno che mi regalò l’emozione della vittoria della mia prima edizione sportiva del trofeo dedicato ai Soci Defunti dell' Sant'Antonio. Mi ero posto un obiettivo e sono riuscito a raggiungerlo. Questo sport esprime bellezza assoluta, aggregazione, riscoperta di una fantastica evoluzione umana, esprime una grande fonte di essenzialità per i giovani. Ho disputato all’età di 16 anni il Campionato Italiano Allievi rientrando tra i primi 10. Oggi tutti i miei progressi che ho fatto sono importanti, e sono pronto a giocare il torneo col massimo delle mie convinzioni. Darò tutto me stesso, ma soprattutto tutto per il Sant’Antonio, la divisa del Circolo dove appartengo rappresenta la mia vittoria più emozionante a livello umano. Il Sant’Antonio rappresenta uno dei modelli positivi più importanti della provincia di Caserta”. Salvatore Russo casagiovese doc ha espresso invece il senso di appartenenza per il Sant’Antonio: “Lo sport delle bocce rappresenta da sempre un valido senso di aggregazione umana, ho iniziato- si legge nella nota- a giocare da bambino, nel mio bagaglio sportivo ci sono tante gare sportive vinte, non posso che ringraziare tutti i miei compagni di squadra, mi auguro di migliorare sempre di più per poter partecipare alle competizioni nazionali, ma soprattutto mi auguro di realizzare grandi soddisfazioni perché abbiamo l’opportunità di socializzare e girare l’intera Campania, ma soprattutto l’intera Italia. Il mio sogno che la Federazione, soprattutto la sezione casertana possa lavorare per rendere sempre più importante lo sport delle bocce in provincia di Caserta. Le società più piccole devono essere valorizzate con un grande rilancio federale ed agonistico. Noi siamo atleti a tutto tondo che sudano la divisa sportiva che portiamo. Lo sport delle bocce deve essere conosciuto in tutte le scuole casertane. Il Gruppo sportivo Sant'Antonio rappresenta la famiglia più bella che possa esistere.
Il Colonnello Pietro Iovine si è aggregato anche lui alle parole del suo compagno di squadra Salvatore Russo evidenziando sempre di più l’impegno di chi governa lo sport delle bocce: “Ora mi sento di nuovo pronto per essere protagonista assoluto. Sono tornato a giocare nel novembre del 2019, pronto a vivere l’emozione dei campi. Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha detto o sentito dire questa frase. In ambito sportivo e non, e con un palese senso di ridicolo verso quel gioco etichettato come “anziano”. Non tutti sanno però (forse quasi nessuno) che questo è uno sport antichissimo (le prime testimonianze risalgono al 7000 a.C.) e romantico, quasi d’altri tempi, con un imprinting sociale, inclusivo e dai risvolti fantasiosi e imprevedibili. Le bocce incarnano il valore dell’eredità familiare. Un passaggio di consegne che avviene tra nonno e nipote, tra padre e figlio. Dal campetto di periferia al bocciodromo, dal parco alla spiaggia, tutti, almeno una volta, abbiamo preso in mano sempre una boccia provando a destreggiarci tra un tiro al volo e un lancio più o meno calibrato. Immaginando di ripetere le gesta dei giocatori professionisti o dei nostri nonni sempre competitivi. Mi auguro in un cambio generazionale all’interno di questo sport, la Federazione deve lavorare nella provincia di Caserta per salvaguardare le piccole strutture – io mi sento un portacolori del Sant’Antonio, questo gruppo sportivo rappresenta una grande famiglia – le bocce mi hanno cambiato la mia vita, in ambito sportivo ma soprattutto a livello personale. Mi hanno fatto scoprire di avere risorse che credevo di non possedere più. Bisogna aver tanta consapevolezza dentro il proprio animo per poter puntare alla vittoria. La Federazione deve mettere i giovani al centro del loro lavoro con progetti dedicati alle scuole. Il mio lavoro sportivo si focalizza non solo sull’aspetto tecnico e mentale ma soprattutto su quello emozionale. Voglio trasferire il mio entusiasmo per questo credo che servano figure di riferimento che possano trasferire ai giovani quello che oggi si chiama know how, ma che quando ero bambino si chiamava eredità.” La maggior parte dei cittadini di Casagiove sentendo il nome di Giuseppe Tescione detto “Pacchetta” vuole mettere in evidenza la passione della storia del gioco delle bocce in Campania. “Ho iniziato a giocare a 18 anni ed ho giocato fino a 15 anni fa. Ho giocato per 45 anni. Nel mio bagaglio sportivo ho vinto 250 gare, 170/180 gare nazionali. Tescione, sin da giovanissimo, ha coltivato questo sport per passione, in compagnia di amici nelle piacevoli giornate della vita.
<<Trascorro spesso le ore della mia giornata all’interno del Circolo sportivo Sant’Antonio >> - racconta Tescione, con aria serena mentre mi parla della sua vita sportiva all’interno della quale ho appreso moltissime notizie relative allo sport delle bocce. << Cerco sempre di giocare e tenermi allenato, l’umiltà in questo sport è sempre importante. Il gioco delle bocce è uno sport che ha molti vantaggi e dà beneficio al corpo. Mi auguro che la Federazione, soprattutto quella casertana, avvicini sempre di più i giovani al gioco delle bocce. Non dovrà esserci come prima l’egoismo degli anziani perché noi anziani dobbiamo essere i maestri di vita delle nuove generazioni>>. Nel 73 ho vinto il Campionato italiano l’emozione di quell’anno è stata fantastica. Nel 74 ho avuto invece l’onore con il mio grande compagno di squadra Vincenzo Ghidelli di partecipare al Campionato Europeo a Novara vincendolo, quel contesto sportivo vive ancora dentro di me, da brividi rappresentare l’Italia. Con Ghidelli ho vinto anche insieme il titolo italiano. Ad un occhio attento, quello delle bocce potrebbe risultare un passatempo, si tratta invece di una disciplina che richiede una buona mira, unità alla capacità di calibrare bene il lancio, necessita di molto allenamento e soprattutto di grande concentrazione. Ricordo con piacere sia Bruno Gentile che Francesco Maiello, ma soprattutto- si legge nella nota- ho praticato questo sport per tante società professionistiche casertane. Mi auguro come dicevo prima nel mio discorso iniziale un cambio generazionale all’interno della Federazione, il mio impegno da Delegato di Caserta sarà quello di avvicinare i giovani al mondo delle bocce. << Il mio motto – dice sorridendo Tescione dopo averci spiegato la simulazione di un tiro- è che “se volete giocare a bocce, mettetevi i nervi in tasca!>>. Infine Tescione che per gli atleti del Sant’Antonio rappresenta la Storia della Campania dello sport delle bocce, ma soprattutto rappresenta la scuola umana di vita, si augura che l’Amministrazione comunale possa mantenere l’impegno di costruire un bocciodromo comunale all’interno del territorio di Casagiove. Il bocciodromo comunale può valorizzare sempre di più i giovani. Questo appuntamento che si svolge a Casagiove, rappresenta non solo una competizione sportiva, ma anche un’importante occasione di incontro tra generazioni, unite nella passione per questo sport.
“In conclusione abbiamo chiuso questa chiacchierata con l'Avvocato Francesco Moscatiello consigliere d’opposizione del Comune di Casagiove membro del Comitato d’Onore della 44°edizione del Torneo di bocce dedicato ai Soci Defunti del circolo sportivo Sant’Antonio.“ Il presidente Michele Comune con tutti i consiglieri del Direttivo del sodalizio giallorosso da sempre con l’organizzazione del torneo non promuovono l’inclusione sociale, ma rafforzano anche il legame intergenerazionale, creando un’atmosfera di amicizia e cooperazione tra i giocatori. Il sodalizio cittadino del Sant’Antonio va premiato per il suo impegno per la valorizzazione dello sport territoriale. Il torneo dovrà diventare non solo una competizione, ma anche un momento di gioia e condivisione per tutta la collettività cittadina. Il valore dello sport delle bocce, attraverso la gara nazionale dell’ Sant’Antonio deve cogliere l’alto valore di importanza, ma soprattutto l’alto valore di esclusiva per il tessuto cittadino urbano di Casagiove, la rassegna sportiva- si legge nella nota- del gruppo sportivo dell’ Sant’Antonio deve lasciare una indelebile traccia per la crescita sociale, economica, e sportiva della comunità casagiovese. L’impegno degli atleti, ma soprattutto l’impegno dei soci e dei consiglieri del direttivo deve essere premiato, perché hanno trasformato la loro passione per le bocce in un canone identitario per la comunità territoriale. Una grande fama che risuona a livello nazionale, regionale, e provinciale. Il nostro impegno a tutelare l’associazionismo cittadino non dovrà mai terminare. Guardiamo al futuro per sostenere con tanta soddisfazione lo sport agonistico cittadino e sostenere la G.S.S. Antonio A.S.D. di Casagiove."
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