Questa la nota giunta in redazione: "Il progetto “Hearth: Art Starts Here”, ideato da Fabio Maietta, torna a dialogare con uno dei luoghi più significativi della città di Caserta: il Museo Diocesano. In questo spazio - si legge - carico di memoria e stratificazioni simboliche, sabato 28 marzo alle ore 18 verrà inaugurata Ex%u2011Sistere, la mostra personale di Massimo Lagrotteria, artista emiliano classe ‘72 la cui ricerca attraversa la soglia fragile tra materia e presenza, tra ciò che resta nascosto e ciò che sceglie di emergere.
L’esposizione, curata da Fabio Maietta, presenta un insieme di opere pittoriche e scultoree che si innestano con sorprendente naturalezza - prosegue - nell’architettura del Museo Diocesano, trasformandolo in un luogo di affioramento, di rivelazione lenta, di ascolto profondo. Lagrotteria lavora per accumulo e sottrazione: strati che si depositano, incisioni che aprono varchi, superfici che trattengono e poi cedono. Le sue figure non sono mai pienamente definite; sono presenze in divenire, corpi che cercano equilibrio mentre si misurano con la propria vulnerabilità. Nascono da una materia che resiste, che trattiene, che oppone peso, e proprio per questo il loro venire alla luce assume il carattere di un gesto necessario, quasi un atto di coraggio.
Ex-Sistere – dal latino “uscire fuori”, “manifestarsi” – non descrive una condizione, ma un movimento. È il passaggio - continua - in cui la materia smette di essere massa e diventa corpo, in cui il gesto smette di essere tecnica e diventa rivelazione. Le superfici incise, le cavità, le crepe, le ossature esposte raccontano un’umanità che tenta di stare nel mondo pur nella sua vulnerabilità, che cerca equilibrio pur sapendo di poter cedere. In questo contesto, il Museo Diocesano diventa parte integrante del processo di emersione: la dimensione spirituale del luogo amplifica la tensione delle opere, invitando il pubblico a rallentare, a sostare, a riconoscere in quelle forme in bilico una condizione condivisa.
Con Ex-Sistere, il progetto Hearth - conclude la nota - prosegue nel suo intento di costruire esperienze vive, capaci di attivare dialoghi e risonanze tra artisti, luoghi e comunità. La mostra, visitabile fino a domenica 19 aprile, è un invito a riconoscere la forza dell’instabile, a osservare la materia mentre prende forma, a lasciarsi attraversare da quel fragile ma ostinato tentativo di venire fuori che ci riguarda tutti".
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