Questo il comunicato stampa diffuso dalla Questura di Caserta: "Nell’ultimo mese, in particolare nel periodo delle festività natalizie, la Polizia di Stato di Caserta, a seguito di interventi sul territorio, segnalazioni agli uffici competenti e accertamenti d’iniziativa - si legge nel comunicato - ha intensificato la propria attività di prevenzione mediante l’adozione, da parte del Questore, di numerose misure amministrative.
Nello specifico, le attività istruttorie avviate e concluse dalla locale Divisione Anticrimine hanno consentito di applicare, a carico di persone ritenute, a vario titolo e con diversa intensità, socialmente pericolose - si legge ancora - un numero complessivo di ottantadue fogli di via obbligatori, dodici ammonimenti e ventotto daspo urbani.
La prima di tali misure impone al soggetto destinatario, per un periodo di tempo variabile, di allontanarsi dal territorio di un comune (diverso da quello di residenza) e di non farvi ritorno, a seguito della commissione, in quel contesto - si legge ancora - di condotte criminose o comunque ritenute pericolose per la pubblica sicurezza.
L’ammonimento, invece, è stato applicato nei confronti di soggetti che hanno assunto condotte violente, minacciose o comunque moleste in un contesto persecutorio - si legge ancora - o di violenza domestica per intimare la cessazione di tali comportamenti e aggravarne le conseguenze penali in caso di reiterazione.
L’efficacia dell’ammonimento e l’attenzione che la Polizia di Stato attribuisce alla misura in questione trova riscontro non solo nel numero dei provvedimenti emanati, ma soprattutto nell’abbassamento del tasso di recidiva - si legge ancora - delle condotte sanzionate. “Uno ogni 3 giorni”, ha evidenziato il Questore di Caserta, Andrea Grassi, nella conferenza stampa di fine anno 2025, precisando altresì che la provincia di Caserta vanta un primato sulle recidive che si attestano al 6% rispetto a una media nazionale leggermente più alta. Un risultato - si legge ancora - ottenuto “grazie al lavoro di squadra con ospedali ed enti del terzo settore”.
La misura del daspo urbano, infine, vieta al soggetto destinatario di frequentare e di stazionare nelle immediate vicinanze dei pubblici esercizi presenti - si legge ancora - nel centro urbano al fine di prevenire il ripetersi di condotte socialmente pericolose (...)".
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