Caserta. Caporalato, sfruttamento e sicurezza sul lavoro: l'intervento di CGIL e FLAI in Commissione parlamentare






Articolo pubblicato il: 31/03/2026 16:01:31

Questo il comunicato inviatoci dall'ufficio stampa di CGIL Caserta: "CGIL CASERTA – FLAI CGIL CASERTA
Caporalato, sfruttamento e sicurezza sul lavoro: l’intervento di CGIL e FLAI in Commissione parlamentare a Caserta
 
In occasione della missione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, lo sfruttamento e la sicurezza nei luoghi di lavoro, svoltasi presso la Prefettura di Caserta, a cui hanno partecipato la Segretaria Generale della CGIL Caserta, Sonia Oliviero e la Segretaria della FLAI CGIL Caserta, Samira Lofti Khah, CGIL e FLAI hanno presentato un quadro articolato e allarmante della situazione nel territorio, avanzando proposte concrete per contrastare caporalato e lavoro irregolare. Il sindacato ha evidenziato come, nella provincia di Caserta, le criticità in materia di salute e sicurezza sul lavoro siano diffuse e trasversali, dall’edilizia alla logistica fino all’agricoltura, dentro un modello produttivo segnato da precarietà, frammentazione e opacità delle filiere, aggravato dalla carenza di controlli ispettivi. In agricoltura, queste dinamiche assumono un carattere strutturale, con un sistema che continua a reggersi anche sul lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori stranieri, spesso impiegati in condizioni di irregolarità, con salari ben al di sotto dei contratti e livelli di sicurezza inadeguati. Una realtà particolarmente evidente nelle aree del litorale domizio, di Mondragone, dell’agro-aversano, di Villa Literno e Castel Volturno, dove il caporalato continua a rappresentare una presenza radicata, anche in forme nuove e meno visibili. “La sicurezza sul lavoro – ha dichiarato Sonia Oliviero, segretaria generale della CGIL Caserta – continua a essere una variabile dipendente: dove il lavoro è precario o irregolare, la sicurezza scompare.
 
A Caserta esiste una vasta area sommersa fatta di infortuni non denunciati e condizioni di lavoro disumane. Non siamo di fronte a emergenze episodiche, ma a un sistema che va cambiato radicalmente, rafforzando controlli, diritti e presidi pubblici”. Particolare attenzione è stata posta sul fenomeno del caporalato, che continua a organizzare non solo il lavoro ma anche il trasporto e, spesso, le condizioni di vita dei lavoratori, alimentando una filiera dello sfruttamento che si estende lungo tutta la catena produttiva. “Il caporalato – sottolinea Samira Lofti Khah, segretaria della FLAI CGIL Caserta – non è solo intermediazione illecita, ma un sistema organizzato che controlla lavoro, mobilità e alloggio dei braccianti. Per contrastarlo davvero serve colpire l’intera filiera, non fermarsi agli ultimi anelli, e garantire la piena applicazione della legge 199 del 2016, rafforzandone soprattutto la dimensione preventiva”. CGIL e FLAI hanno inoltre denunciato le gravi distorsioni del sistema dei decreti flussi, che troppo spesso si traduce in un meccanismo di sfruttamento. “Assistiamo a lavoratori e lavoratrici – ha aggiunto Oliviero – che arrivano in Italia pagando somme enormi per un contratto che non esiste. Si ritrovano senza lavoro e senza diritti, diventando immediatamente ricattabili.
 
È un sistema che alimenta direttamente il caporalato e che va profondamente riformato, introducendo maggiore trasparenza e strumenti reali di incontro tra domanda e offerta”. Tra le proposte avanzate dal sindacato, centrale è il rilancio della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, già istituita nel territorio ma non ancora pienamente operativa. “La Rete deve diventare il luogo concreto in cui si affrontano i nodi strutturali dello sfruttamento – evidenzia Samira Lofti Khah – a partire da intermediazione, trasporto e alloggio. Senza un ruolo attivo delle istituzioni e un coordinamento reale, questo strumento rischia di restare sulla carta”. Fondamentale, secondo CGIL e FLAI, è anche l’introduzione e la piena applicazione del Documento di Coerenza in Agricoltura, come strumento per far emergere il lavoro nero e legare l’accesso ai fondi pubblici e al mercato al rispetto dei diritti e della sicurezza. Il sindacato ha infine ribadito la necessità di un intervento strutturale: più controlli, rafforzamento dei centri per l’impiego, politiche su trasporti e abitazioni per superare i ghetti, strumenti di regolarizzazione per i lavoratori già presenti e piena tutela delle vittime di sfruttamento. “La situazione di Caserta – concludono CGIL e FLAI – dimostra che la lotta al caporalato e all’insicurezza sul lavoro richiede un cambio di paradigma. Serve un approccio integrato, che metta al centro il lavoro dignitoso, i diritti e la sicurezza. Perché ciò che è in gioco è la vita delle persone e la qualità del nostro modello produttivo”".