Lo apprendiamo dal sito ufficiale del Comune di Caserta: "Prenderà il via il prossimo 5 gennaio, con un concerto di musica classica nella Cattedrale di Caserta, il calendario di appuntamenti di “Comunalia, un inverno d’autore”, la rassegna culturale diffusa - si legge nel comunicato - promossa dal Comune di Caserta. Un progetto ampio e articolato che, da gennaio fino a fine marzo 2026, attraverserà la città con spettacoli, concerti, performance artistiche e momenti di approfondimento culturale, tutti con ingresso gratuito, coinvolgendo alcuni dei luoghi più identitari e affascinanti - si legge ancora - del territorio.
“Comunalia” – realizzata, in questa edizione, da Fabbrica Audiovisiva Napoletana s.r.l. – è un vero e proprio percorso condiviso, capace di intrecciare linguaggi artistici diversi e di valorizzare il patrimonio storico, architettonico e sociale della città, offrendo al pubblico occasioni di incontro, riflessione e partecipazione durante - si legge ancora - i mesi invernali.
IL CONCERTO PER L’EPIFANIA
Ad aprire ufficialmente la rassegna, nella vigilia dell’Epifania alle ore 19.30 presso la Cattedrale di Caserta, sarà un concerto che unisce musica, tradizione settecentesca e memoria storica del territorio - si legge ancora - costruendo un dialogo intenso e suggestivo tra suono, parola e racconto.
La prima parte del programma sarà dedicata alla musica classica per chitarra e trio d’archi del Settecento storico, con un percorso raffinato che mette in luce l’eleganza cameristica e la ricchezza espressiva di compositori come Leonhard von Call - legge ancora - Luigi Boccherini e Mauro Giuliani. Un repertorio capace di restituire al pubblico la grazia formale e la profondità emotiva di una stagione musicale centrale nella storia europea.
La seconda parte proporrà invece un intenso affresco musicale ispirato a “Ferdinandopoli – La città degli eguali”, opera in stile classico con testi di Gianni Gugliotta e musiche di Rosario Messina, che dirigerà il concerto. L’opera è liberamente tratta dal celebre Codice di San Leucio di Ferdinando IV di Borbone e restituisce, attraverso arie, interventi strumentali e momenti narrativi - si legge ancora - il sogno utopico della città della seta: un modello sociale fondato su uguaglianza, lavoro, istruzione e dignità della persona.
Il concerto si configura così non solo come evento musicale, ma come -si legge ancora - occasione di riscoperta di una pagina fondamentale della storia e dell’identità del territorio casertano".
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