Questo il comunicato stampa diffuso dalle Acli Caserta:
"8 MARZO – ACLI: “DALLE COSTITUENTI A NOI, RENDERE VIVI I DIRITTI PER CUSTODIRE LA DEMOCRAZIA”
In occasione della Giornata internazionale della donna, le ACLI nazionali rilanciano la riflessione sul contributo fondamentale delle donne alla nascita della Repubblica e alla scrittura della Costituzione italiana, richiamando l’urgenza di rendere pienamente esigibili i diritti che - si legge nel comunicato - quella stagione storica ha consegnato al Paese. Il Coordinamento Donne ACLI, con il titolo “Dalle Costituenti a noi: rendere vivi i diritti, custodire la democrazia”, invita a tornare alle radici della nostra democrazia per interrogarsi su quanto parole come libertà, uguaglianza, lavoro e partecipazione siano oggi realmente - si legge ancora - presenti nella vita quotidiana delle donne.
Il 2 giugno 1946 oltre 14 milioni di donne votarono per la prima volta nella storia repubblicana e ventuno di loro entrarono nell’Assemblea Costituente. Un passaggio storico che segnò una svolta politica e culturale: le donne non erano più soltanto oggetto delle decisioni pubbliche, ma soggetti attivi nella costruzione della democrazia. A quasi ottant’anni - si legge ancora - da quel momento, però, resta aperta la distanza tra diritti riconosciuti e diritti realmente praticati.
«Le donne oggi studiano di più, ma continuano a guadagnare meno. Lavorano, ma sostengono ancora la parte più consistente del lavoro di cura non retribuito. Sono competenti, ma restano sottorappresentate nei luoghi decisionali. E la violenza di genere continua a rappresentare una ferita aperta nella nostra democrazia», dichiara Mariangela Perito - si legge ancora - responsabile nazionale del Coordinamento Donne ACLI. «Per noi la Costituzione non è un testo da riscrivere, ma una promessa da realizzare. È una bussola in un tempo segnato da fragilità democratiche e polarizzazioni. Rendere vivi i diritti significa trasformare la parità formale in parità sostanziale, riconoscere il valore sociale del lavoro di cura, educare le nuove generazioni al rispetto reciproco e difendere la democrazia da ogni arretramento culturale».
Per le ACLI, infatti, la pace e la giustizia sociale sono profondamente legate: non può esserci pace dove persistono diseguaglianze strutturali e non può esserci piena democrazia dove i diritti delle donne restano incompiuti. «L’8 marzo non può essere una celebrazione rituale – conclude Perito – ma un momento di responsabilità collettiva. Dalle Costituenti a noi - conclude il comunicato - la storia non è finita: i diritti diventano realtà solo quando qualcuno li vive, li difende e li rende concreti ogni giorno".
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