Questo il pensiero di Don Antonello Giannotti sul Vangelo della domenica: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria “.
Sono le parole di Gesù nel Vangelo di questa XIV Domenica del Tempo Ordinario, parole usate ancora oggi per significare che ognuno trova difficoltà nell’affermarsi proprio tra le persone conosciute. Molte volte - spiega don Giannotti - l’invidia, l'incomprensione, un certo senso di superiorità, impediscono di vedere il bene. E Gesù viene rifiutato. Addirittura provoca scandalo e incredulità. I compaesani di Gesù riconoscono di trovarsi di fronte a una persona eccezionale e tuttavia - prosegue Don Antonello - chiudono gli occhi e il cuore: si rifiutano di riconoscerlo per quello che realmente è. È l'equivoco in cui possiamo cadere anche noi. Quando la Parola di Dio urta le nostre convinzioni, facciamo fatica ad accettarla. Preferiamo guardare altrove. Rifiutiamo la luce e preferiamo le tenebre. Accettiamo Dio nella preghiera; ripetiamo meccanicamente il “Credo”; partecipiamo all’Eucaristia … ma poi quando Dio si presenta in un fratello che ha bisogno o in una situazione che ci scomoda ci tiriamo indietro. Ma Cristo - spiega ancora don Giannotti - o si accetta in blocco o si rifiuta in blocco. Non possiamo ridurre il Vangelo a una dimensione accettabile; non lo possiamo addolcire, togliendo quanto di esigente propone. La fede cristiana esige logica, coerenza e fedeltà. Buona domenica. Don Antonello"
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