Questo il comunicato stampa diffuso dalla Diocesi di Caserta: "Dolore e rammarico esprimo per quanto accaduto ieri sera all’Istituto Buonarroti. Auguro una pronta guarigione alla ragazza ferita e vicinanza ad entrambe le famiglie coinvolte nel triste episodio. La mia solidarietà alla Dirigente, ai docenti e agli studenti del Buonarroti. Ho avuto modo - si legge nel comunicato - di visitare lo scorso anno quella scuola e ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro che si porta avanti e l’impegno e la passione dell’intera comunità scolastica. Quando più di due anni fa Gennaro Leone, un 18enne, morì accoltellato per un banale litigio a via Vico, nel pieno centro della città, dissi a me stesso e ripetei all’omelia nel giorno del funerale di Gennaro: siamo tutti colpevoli! Non solo chi ha estratto il coltello. È quanto sento di dover dire anche in questa occasione: siamo tutti colpevoli! C’è un ritorno ad atti di violenza che - prosegue il comunicato - non può lasciarci indifferenti. La tragedia di Gennaro non ha insegnato a tenersi lontani dalla tentazione di far male a un’altra persona. Non deve accadere mai più! Due anni fa la strada si trasformò in violenza. Oggi, ancora peggio, è una scuola a trasformarsi in palestra del terrore. Un dramma è stato scongiurato dal pronto intervento di un compagno di classe, ma oggi potremmo stare a piangere una nuova morte. La tentazione sarebbe di puntare il dito sul colpevole. La giustizia, certo - si legge ancora - farà il suo corso e ci indicherà le responsabilità e ciò che è successo. Ma sarebbe ipocrisia pensare che il colpevole sia una sola persona. Non possiamo lavarci le mani come Pilato. Sarebbe troppo facile, troppo ipocrita. Dinanzi a questi avvenimenti è giusto domandarci se abbiamo fatto la nostra parte. I veri responsabili, forse, siamo noi adulti. Siamo colpevoli di non mettere sogni nei cuori dei nostri ragazzi, di non farli appassionare abbastanza alla vita. Non possiamo permettercelo. È necessario l'impegno di tutti. È necessario che tutti facciano il loro dovere, le istituzioni come la scuola, ma anche la nostra Chiesa, e così tutti noi adulti nei confronti dei giovani - si legge ancora - perché si sentano sicuri e accompagnati nei propri sogni e nel confronto con le proprie paure. Non basta dire no alla violenza, dobbiamo combattere ogni forma di violenza, a cominciare da quella verbale che tante volte la fa da padrona sui social e in tivvù. Evitiamo che la violenza e la sopraffazione crescano tra i nostri ragazzi. Facciamo tutti la nostra parte! E facciamola insieme: teniamoci per mano - conclude il comunicato - se vogliamo risorgere".
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