Questo il comunicato stampa diffuso da CGIL, CISl e UIL Caserta:
"Primo Maggio 2026 - Caserta, Piazza Ruggiero, ore 10.00 CGIL, CISL e UIL Caserta promuovono la manifestazione territoriale del Primo Maggio, con gli interventi delle lavoratrici e dei lavoratori e dei segretari generali provinciali - si legge nel comunicato - all'interno della mobilitazione nazionale dedicata al tema del lavoro dignitoso.
In un contesto segnato dal consolidarsi di lavoro precario, sottopagato e insicuro, dall'espansione dei contratti pirata e da trasformazioni profonde - a partire dall'intelligenza artificiale - ancora prive di un adeguato governo pubblico e contrattuale - si legge ancora - le Confederazioni ribadiscono la necessità di rimettere al centro il valore del lavoro come fondamento della democrazia e della coesione sociale.
La qualità dell'occupazione, il rafforzamento della contrattazione collettiva, l'estensione dei diritti e delle tutele, il ruolo della rappresentanza e delle relazioni industriali sono le priorità da cui ripartire, insieme alla definizione di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione. Questi temi - prosegue il comunicato - nella provincia di Caserta, assumono un carattere ancora più urgente e concreto. Qui la precarietà si intreccia con fenomeni strutturali come il caporalato, il lavoro nero e grigio, la diffusione del lavoro povero e la debolezza del tessuto produttivo. Interi comparti, a partire dall'agroalimentare e dai servizi, continuano a essere esposti a dinamiche di sfruttamento che comprimono diritti - si legge ancora - e salari.
Allo stesso tempo, persistono ritardi nelle politiche industriali e negli investimenti pubblici, che impediscono di valorizzare pienamente le potenzialità del territorio e costringono soprattutto le giovani generazioni a scegliere tra precarietà e migrazione. Per CGIL, CISL e UIL Caserta è necessario - prosegue il comunicato - un cambio di passo: contrasto netto a ogni forma di sfruttamento e illegalità, piena applicazione dei contratti nazionali, sostegno al lavoro stabile e di qualità, investimenti in infrastrutture materiali e sociali, rilancio delle filiere produttive e delle aree industriali, rafforzamento dei servizi pubblici.
Rimettere al centro il lavoro dignitoso significa costruire condizioni di equità, sviluppo e giustizia sociale, a livello nazionale e territoriale. Significa governare le transizioni in atto senza scaricarne i costi su lavoratrici e lavoratori. Il Primo Maggio continua ad essere una giornata di mobilitazione e partecipazione - si legge ancora - per affermare con forza che non può esserci crescita senza diritti, né futuro senza lavoro stabile, tutelato e ben retribuito".
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