Caserta. Reggia: terminate le opere di restauro agli Appartamenti reali






Articolo pubblicato il: 23/07/2024 11:21:23

Questo il comunicato stampa diffuso dalla Reggia di Caserta: "Il restauro al cuore degli Appartamenti reali della Reggia di Caserta è concluso. Sono terminati gli interventi alle sale del Trono, di Marte, di Astrea e degli Argenti realizzati con i fondi del Programma Operativo Complementare di azione e coesione 2014- 2020 al PON - si legge nel comunicato - Cultura e Sviluppo 2014-2020 per un importo di oltre 920mila euro. 
 
"Con costanza e professionalità - ha affermato il direttore del Museo del Ministero della Cultura Tiziana Maffei - grazie all’impegno tecnico e l’esperienza del personale della Reggia, le ditte specializzate hanno condotto i lavori con grande sapienza nonostante la problematica estremamente complessa di garantire la fruizione delle sale e, per la ditta delle pulizie - si legge ancora - mantenere il decoro e la manutenzione programmata degli ambienti. È una grande soddisfazione vivere con il pubblico un concetto di cura quotidiana, dove i grandi interventi s’inseriscono in un processo di consapevolezza di quanto lavoro ci sia per salvaguardare il patrimonio nel rispetto della nostra missione museale. È un emozione ritrovare l'opera di Terrae Motus di Richard Long - si legge ancora - nella Sala del Trono". 
 
I professionisti del restauro hanno lavorato, anche ad altezze di quasi venti metri da terra, alle pareti decorate, ai dipinti e ai pavimenti di alcuni degli ambienti più grandi del piano nobile del Palazzo e agli spazi più intimi delle Sale degli Argenti, poste tra la Cappella Palatina e la Gran Galleria. Tutto questo - prosegue il comunicato - a Museo aperto e senza mai interdire il passaggio dei visitatori che hanno potuto osservare, da vicino e da lontano (nel caso delle volte), gli esperti all'opera, apprezzandone la precisione, l'abilità e la competenza.
 
In ciascun ambiente sono state effettuate indagini diagnostiche preliminari volte a indagare gli aspetti esecutivi e lo stato conservativo degli apparati decorativi. Nelle Sale di Astrea, Marte e Trono, che Vanvitelli aveva in origine riservato al Re ma i cui lavori ebbero effettivo avvio solo dopo l'arrivo di Gioacchino Murat nel 1806 - si legge ancora - è emerso che gli stucchi erano stati in gran parte ridipinti in epoche passate, ricoprendone e mortificandone il modellato. Sono state individuate numerose lesioni stuccate e molti distacchi sia superficiali, sia degli elementi in rilievo. Dopo la pulitura meccanica e chimica, è stato effettuato il consolidamento, anche mediante l'inserimento, lì dove necessario, di perni in vetroresina, la stuccatura con materiale idoneo - recita ancora il comunicato - e l'equilibratura cromatica, realizzata con colore a calce miscelato con pigmenti puri e colori ad acquerello.
 
Impegnativo e di grande maestria è stato l'intervento sui dipinti che campeggiano sulla volta della Sala di Astrea e della Sala del Trono. Il primo è una grande tela, che misura circa 5 metri per 10 metri, attaccata alla volta in muratura. Il soggetto è dedicato alla figura mitologica della dea della Giustizia che compare nell’affresco su una nuvola accanto a Giove. Al centro, realizzata dal pittore francese Jacques Berger - si legge ancora - è la figura di una vergine, personificazione della Giustizia, il cui volto riprende le sembianze di Carolina Bonaparte, omaggio all'onestà, alla purezza e all'equità, virtù femminili incarnate dalla regina francese. 
 
Il dipinto è stato smontato dalla volta per permettere di indagare lo stato di degrado del retrostante intonaco che si presentava lesionato al centro e agli angoli. Per farlo è stato costruito in loco un telaio in legno delle stesse misure del dipinto, sorretto da 6 martinetti idraulici e da un'ulteriore struttura munita di ruote che ne permetteva il movimento. La tela è agganciata ad una struttura lignea inglobata nell’intonaco per mezzo di 20 grandi viti. Le viti originarie - prosegue il comunicato - sono state rimosse e la tela è stata adagiata sulla struttura lignea e calata assieme ad essa con precisione chirurgica per consentire l’ispezione e la pulitura della parte retrostante. Un gran lavoro eseguito in totale sicurezza a 18 metri da terra. 
 
I restauratori hanno operato alla stessa altezza nella Sala del Trono, sull'affresco di Gennaro Maldarelli che rappresenta "La posa della prima pietra del Palazzo Reale" e raffigura tutta la corte raccolta per l’evento con il re Carlo, la regina Maria Amalia, il ministro Tanucci e Luigi Vanvitelli in primo piano. In particolare su questa opera sono state riscontrate - si legge ancora - lesioni importanti. Il colore, inoltre, risultava su quasi tutta la superfice polveroso e decoeso.
 
L'ultimo intervento realizzato in ordine di tempo è quello sulla pavimentazione della sala destinata nel progetto di Luigi Vanvitelli alle pubbliche udienze, lunga più di 40 metri. Esso è il risultato di una complessa operazione artigianale, in grado di imitare artificialmente lastre di pietra. Il pavimento è infatti realizzato da mattoni in cotto dipinto con decorazione a “finto marmo”. Versava - si legge ancora - in pessimo stato di conservazione. Dopo la pulitura meccanica, con aspiratori, pennelli in setola morbida e spugne, e a quella differenziata, con la rimozione degli strati di cera con macchina a vapore, dei depositi con solventi e complessanti, tensioattivi e sali di ammonio quaternari, si è proceduto con il consolidamento mediante inoculazione di malta, stuccatura con materiale idoneo all’originale e iniezione di resina. Si è quindi proceduto con l'integrazione cromatica, attraverso la ricostruzione delle decorazioni completamente abrase con colori a vernice. Con un lavoro certosino e di grande minuziosità, è stato effettuato, quindi, il ritocco pittorico a mano. I restauratori - prosegue il comunicato - accovacciati sul pavimento o utilizzando swiss ball (palle di gomma), con minuscoli pennelli hanno riprodotto i decori e le venature del finto marmo. A conclusione è stato steso su tutta la superficie il protettivo.
 
Nelle Sale degli Argenti, l'opera ha riguardato le volte, ornate con motivi floreali e decorazioni geometriche, e le pareti. Le decorazioni presentavano diverse lesioni, fessurazioni, sollevamenti di colore, integrazioni cromatiche effettuate in passato anche molto evidenti. Inoltre, gli impianti elettrici installati nel corso del tempo avevano - si legge ancora - lasciato non poche tracce. Fori e cavi elettrici erano stati collocati sulla volta in più punti. I lavori sono stati realizzati da cooperativa Archeologia".