Castel Volturno. Dimissioni Sindaco: "Atto più doloroso della mia vita"






Articolo pubblicato il: 23/07/2026 20:57:37

Questo il testo della nota del Sindaco dimissionario di Castel Volturno: "Ci sono decisioni che ti spezzano il cuore. Decisioni che non avresti mai immaginato di dover prendere. Decisioni che arrivano dopo notti insonni, dopo mille riflessioni, dopo aver provato in tutti i modi a trovare una strada diversa. Oggi è uno di quei giorni.

Pochi minuti fa ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Castel Volturno. È stato l’atto più doloroso della mia vita. L’ho fatto con il cuore a pezzi, ma con la serenità di chi sa di aver anteposto, ancora una volta, il bene della propria famiglia e il rispetto delle istituzioni a qualsiasi interesse personale.

Prima che siano altri a raccontare questa vicenda, sento il dovere di farlo io, con la sincerità con cui, in questi anni, ho sempre parlato ai miei concittadini. Ieri mi è stata notificata la fissazione dell’interrogatorio di garanzia, a seguito della richiesta della Procura di applicare nei miei confronti l’arresto in carcere. Voglio che tutti comprendano bene una cosa: questa non è una condanna. Non esiste una sentenza. Non esiste un processo concluso. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, come prevede il nostro ordinamento, sarà un giudice ad ascoltare anche le mie ragioni e a valutare ogni elemento. Lo dico perché so che, troppo spesso, nell’opinione pubblica una richiesta viene scambiata per una condanna. Non è così.

Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e continuo ad averla oggi. Ho rispetto per il lavoro della Procura, per il ruolo dei magistrati e per quello dei giudici. Proprio perché credo nello Stato e nelle sue istituzioni, affronterò questo percorso nelle sedi competenti, con rispetto, con serenità e con la convinzione che ogni persona debba essere giudicata soltanto sulla base dei fatti e delle prove, al termine del percorso previsto dalla legge.

Proprio per questo ho preso la decisione più difficile della mia vita. Nessuno me l’ha chiesta. Nessuno me l’ha imposta. È una scelta che nasce esclusivamente da me. Ho deciso di affrontare questa vicenda da semplice cittadino, senza il peso della fascia tricolore, senza trascinare ulteriormente l’istituzione comunale e senza continuare a far pagare alla mia famiglia il prezzo di una battaglia che ormai ha travolto ogni aspetto della mia vita. Voglio presentarmi all’interrogatorio come un cittadino che esercita il proprio diritto di difendersi, con la massima lucidità possibile, mettendo completamente da parte il ruolo istituzionale.

C’è un limite oltre il quale non è più giusto chiedere sacrifici alle persone che ami. Quel limite, per me, è arrivato. La mia famiglia non merita tutto questo. I miei figli non meritano tutto questo. Hanno già sopportato abbastanza.

Negli ultimi undici anni ho vissuto solo per Castel Volturno. Prima nell’associazionismo, poi come assessore e infine come Sindaco. Undici anni senza orari, senza ferie, senza Natale, senza Pasqua, senza mai spegnere il telefono. Ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno. Ho sacrificato il mio lavoro, la mia tranquillità, la mia salute, gli affetti e perfino me stesso, perché credevo che questa città meritasse una possibilità diversa.

Fare il Sindaco di Castel Volturno non è un lavoro. È una missione. Una missione spesso durissima, in un territorio complesso, dove ogni giorno ti assumi responsabilità enormi e vivi una pressione che chi non l’ha provata difficilmente può immaginare. Eppure non mi sono mai tirato indietro. Ho dato tutto quello che avevo, senza risparmiarmi un solo giorno. Forse abbiamo commesso degli errori, come ogni amministrazione. Ma nessuno potrà mai dire che sia mancato l’impegno, la dedizione o l’amore per questa terra. Sono convinto che in questi anni siano stati gettati i semi di un cambiamento importante e che il tempo saprà raccontare ciò che è stato costruito.

Le indagini hanno avuto origine da denunce e segnalazioni che si inseriscono in una lunga e aspra contrapposizione politica che questa città conosce bene. Non sarà un post a stabilire chi ha ragione e chi ha torto e non voglio trasformare questa pagina in un’aula di tribunale. Le mie ragioni le farò valere davanti ai giudici, nel luogo giusto, con serenità e con il massimo rispetto delle istituzioni.

Oggi, però, è arrivato il momento di scegliere me stesso. Non è paura. Non è rassegnazione. Non è una resa. È la consapevolezza che nessun incarico vale la serenità della propria famiglia. Per questo la mia esperienza politica termina qui. È una decisione definitiva. Voglio tornare ad essere semplicemente un uomo e, soprattutto, un padre.

Ringrazio la mia squadra, che fino all’ultimo istante mi è rimasta accanto. Ringrazio ogni dipendente comunale che ha condiviso con me questa missione, la Polizia Municipale, le Forze dell’Ordine, gli operatori ecologici, le associazioni, i volontari, i comitati e tutti i cittadini che hanno creduto nel nostro progetto. Grazie anche a chi mi ha criticato, perché ogni esperienza lascia un insegnamento.

Non porto con me odio. Non porto con me rancore. Porto soltanto la serenità di sapere che, in undici anni, ho dato tutto quello che avevo. Anche più di quello che avevo.

Non so cosa mi riserverà il futuro. So soltanto che, quando un giorno guarderò indietro, potrò dire a me stesso di non essermi mai risparmiato. Ho dato tutto. Forse anche troppo. Se ho commesso errori, saranno la giustizia e la storia a giudicarli. Se ho fatto qualcosa di buono, sarà il tempo a raccontarlo. Io porterò sempre con me l’onore immenso di aver servito la mia città con tutto il cuore.

Il resto lo affido alla magistratura, nella quale continuo ad avere piena fiducia, e al tempo, che è l’unico capace di restituire ad ogni vicenda la sua giusta verità.

A Castel Volturno ho dato undici anni della mia vita. Castel Volturno resterà per sempre nel mio cuore.

Grazie.

Di tutto.

Per sempre.