Confesercenti Prov. CE: "Fase 2. Avvio lento per bar e ristoranti. Bene i parrucchieri"






Articolo pubblicato il: 23/05/2020 16:53:41

Di seguito, il testo del comunicato di Confesercenti Provinciale di Caserta, giunto in redazione:

"Fase 2: Confesercenti, avvio lento. Riaperto il 72% delle attività ma solo un casertano su tre è tornato ad acquistare Il sondaggio: il 68% delle imprese riaperte finora ha lavorato in perdita. Riavvio sotto le attese per bar e ristoranti, bene i parrucchieri. Ma bisogna estendere i sostegni alle imprese anche in questa fase-spiega la nota-Fase 2 al rallentatore. Il 72% delle imprese è già ripartito, ma ad oggi solo il 29% degli italiani è tornato a servirsi delle attività che hanno riaperto per acquistare prodotti o servizi. Il weekend, però, potrebbe segnare un’accelerazione: il 26% dei consumatori progetta acquisti proprio per questo fine settimana, il primo del dopo-lockdown.-spiega la nota- È quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Confesercenti su consumatori ed imprese. A pesare sui consumi è l’onda lunga dell’emergenza. Tra chi ha rinunciato agli acquisti, infatti, il 54% dei consumatori interpellati dichiara di non aver comprato perché-spiega la nota- non ne aveva bisogno. Si continua, dunque, ad attenersi ai consigli di limitare gli spostamenti non strettamente necessari. Il 24%, invece, non è tornato in negozi e bar per timore di esporsi a rischi. Ma c’è anche un 14% che preferisce risparmiare: i primi segnali -spiega la nota-delle tensioni sul lavoro, dipendente e indipendente, seguite all’emergenza sanitaria. L’ombra del COVID si proietta anche sulle abitudini: l’88% ritiene che, terminata l’emergenza, continuerà ad evitare assembramenti, mentre il 68% ha riscoperto grazie alla mobilità ‘ristretta’ le attività del proprio quartiere, e segnala l’intenzione di servirsene di più. Più di quanti (il 54%) hanno invece intenzione di rivolgersi maggiormente, in futuro, all’online.-spiega la nota-L’ancora ridotto movimento dei clienti, però, ha inciso pesantemente sui ricavi della maggior parte delle attività in questi primi giorni di ripartenza. Complessivamente, il 68% di chi ha riaperto ammette di aver lavorato fino ad ora in perdita, di questi quasi la metà (37%) segnala vendite più che dimezzate -spiega la nota-rispetto alla normalità. Il 17% ritiene invece di aver mantenuto livelli di ricavi più o meno uguali al periodo ante-lockdown, mentre solo un 13% vede una crescita dei ricavi. A soffrire di più sono stati ristoranti, trattorie e pizzerie: il 92% degli imprenditori della somministrazione ritiene insoddisfacenti o-spiega la nota- molto insoddisfacenti i risultati dei primi giorni d’apertura. Seguono i bar (83%). Centri estetici e parrucchieri, invece, vivono un primo rimbalzo, con una percentuale di soddisfatti e molto soddisfatti rispettivamente del 81 e del 62%.-spiega la nota-Su tutti, pesa l’aumento delle spese: in media, sanificazione e dispositivi di protezione sono costati 615 euro ad impresa. E gli aiuti faticano ad arrivare: secondo un approfondimento di Confesercenti sui propri associati, tra le imprese che-spiega la nota- hanno fatto richiesta per le forme di credito agevolato messe a disposizione dal Decreto Liquidità, il 51% riferisce di aver ricevuto risposta negativa. Nonostante le difficoltà, però, le imprese non abbandonano il campo: solo il 2% progetta-spiega la nota- di tornare a chiudere in tempi brevi, mentre l’81% continuerà a mantenere aperta l’attività come oggi. Ma c’è un 17% che così non riesce a sostenere i costi, e ridurrà gli orari e/o i giorni di apertura.-spiega la nota-“Anche se le imprese non si tirano indietro, - dichiara il Presidente provinciale di Confesercenti Salvatore Petrella - c’è bisogno di considerare le difficoltà di questa fase e prevedere sostegni per chi riparte. L’aumento dei costi di gestione legato alle procedure di sicurezza è-spiega la nota- anticipato dalle imprese, che dopo quasi tre mesi di fermo hanno bisogno di liquidità. Purtroppo, come ha riconosciuto lo stesso governo, i finanziamenti continuano ad arrivare ad un ritmo troppo lento. - conclude - È necessario dar loro un nuovo impulso: le attività non possono resistere a lungo in questa situazione”."