Federfiori Confcommercio. Pres. Pasquale Sostini: "Il comparto ha registrato perdite superiori all'80%"






Articolo pubblicato il: 12/12/2020 23:42:50

Di seguito, il testo del comunicato di Federfiori Confcommercio, giunto in redazione:

"Il 30% dei fioristi chiuderà bottega nel 2021. E non solo per colpa dell’emergenza Covid. E’ il dato drammatico lanciato da Federfiori Confcommercio al termine di un anno che ha fatto registrare perdite di fatturato superiori all’80%. Senza ristori e in assenza di eventi, il comparto è destinato a crollare. ‘E’ vero che i negozi di fiori e piante non hanno subito limitazioni di orario e sono regolarmente aperti – fa notare Pasquale Sostini, presidente provinciale di Federfiori Caserta – ma -spiega la nota-sono stati privati del loro principale indotto (cerimonie, eventi, feste, manifestazioni, fiere, convegni) che da solo incideva nella misura dell’80%. Impossibile sopravvivere soltanto con la vendita da banco, peraltro diminuita rispetto al passato a seguito di una forte contrazione, e al contempo far fronte anche al pagamento di tasse, canoni di locazione e spese fisse che -spiega la nota-sono invece rimaste invariate. Il Governo aveva garantito dei ristori per il comparto che tuttavia fino ad ora non sono stati inseriti in nessun decreto. Non ne comprendiamo i motivi considerato che stiamo subendo gli stessi danni e le stesse perdite di altre attività commerciali. E in ogni caso non si intravedono spiragli prima della prossima primavera. Difficilmente infatti il settore florovivaistico potrà ripartire se non ripartirà la filiera del wedding e delle cerimonie. -spiega la nota-Una forte discriminazione è stata poi operata ai danni delle nuove attività, quelle avviate all’inizio del 2020, che sono state escluse persino dai bonus concessi durante il primo lockdown’. Sono migliaia i fioristi in provincia di Caserta.-spiega la nota-Tutti alle prese con le stesse difficoltà. Che riguardano anche l’approvvigionamento della materia prima perché la crisi ha investito anche i produttori e non soltanto i venditori di fiori. ‘Con i negozi aperti – conclude il presidente Sostini – è chiaro che occorra fare rifornimento della merce necessaria, che quasi sempre però resta invenduta e trattandosi di merce deperibile, finisce al macero. Dunque-spiega la nota- il danno e la beffa insieme per i fioristi’. ‘Noi puntiamo tantissimo sul comparto florovivaistico – sottolinea Lucio Sindaco, presidente provinciale di Confcommercio Caserta – prima dell’emergenza Covid avevamo infatti avviato-spiega la nota- la programmazione di una serie di iniziative che oltre ai fioristi avrebbero coinvolto anche produttori internazionali, che avevano già dato la loro piena disponibilità a collaborare per un rilancio del settore. -spiega la nota-La diffusione del virus ci ha costretto a sospendere tutto ma speriamo nel 2021 di poter rimettere sul tavolo i vari progetti. Nel frattempo auspichiamo un intervento deciso del Governo affinché metta fine ad una grave ingiustizia che sta penalizzando questo settore, peraltro altamente specialistico, come e più degli altri. E’ evidente infatti che se non ripartiranno gli eventi, le cerimonie e-si legge nella nota- i congressi difficilmente i fioristi potranno risollevarsi. Dalle istituzioni esigiamo dunque il riconoscimento dei ristori e soprattutto l’adozione di provvedimenti tarati su una visione a medio-lungo termine che consenta ai commercianti di programmare attività e possibili investimenti. Questo clima di incertezza rappresenta infatti una ulteriore aggravante alla già drammatica situazione che stiamo vivendo".