Questo il comunicato stampa diffuso dal Liceo Artistico 'San Leucio' di Caserta: "Nell’ambito del progetto Il Codice Leuciano: ricordare i diritti attraverso il cinemache il Liceo Artistico Statale “San Leucio” ha visto finanziato nell’ambito del bando CIPS - Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione - si legge nel comunicato - e formazione promosso da MiC-Ministero della Cultura e MIM-Ministero dell'Istruzione e del Merito, hanno partecipato come partner l’Istituto Comprensivo CAPOL. D.D. di San Nicola la Strada guidato dalla Prof.ssa Patrizia Merola e l’Istituto Comprensivo Statale “Collecini – Giovanni XXIII” San Leucio – Castel Morrone guidato dal Prof. Antonio Varriale.
Il bando mira a sostenere l’educazione visiva a scuola e le azioni sono orientate a promuovere la didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo in classe.In questo modo gli studenti e i docenti - prosegue il comunicato - acquisiscono strumenti e metodi di analisi per conoscere la grammatica delle immagini e avere la consapevolezza della natura e della specificità del loro funzionamento.
Il Codice Leuciano: ricordare i diritti attraverso il cinema si basa sullo Statuto voluto dalla sovrana Maria Carolina d'Asburgo-Lorena nell'ambito delle poderose riforme in tema di diritto che si andavano facendo nel Regno di Napoli alla fine del ‘700 e i cui pilastri operativi, ispirati ai principi di uguaglianza - si legge ancora - solidarietà, assistenza, previdenza sociale, diritti umani, erano tre: l’educazione veniva considerata l’origine della pubblica tranquillità; la buona fede come prima delle virtù sociali; e il merito, la sola distinzione tra gli individui. Esso tratta alcuni dei problemi ancora oggi urgenti e dibattuti, anticipando le conquiste giuridiche in tema di libertà e benessere sociale. Ma a duecento anni da questo esperimento - prosegue il comunicato - ci troviamo oggi a vivere in una società che ha rimosso la memoria, fallendo la sfida della modernità.
L’obiettivo del progetto quindi è proprio quello di fornire ai ragazzi, anche quelli delle scuole medie, queimezzi di espressione e comunicazione attraverso i quali incanalare le proprie emozioni e pensieri, riflettere sugli eventi e guardare il mondo trovando un modo per interpretarlo e, alla fine, comprenderlo; e, allo stesso tempo - si legge ancora - utilizzare questi strumenti per valorizzare il patrimonio culturale locale in stato di abbandono con maggiore efficacia in modo da generare e stimolare identità, produzione culturale, coesione, innovazione sociale così come inteso dalla Convenzione di Faro.
Abbiamo parlato di questa esperienza con le referenti Valeria Diani dell’ICS CAPOL. D.D. di San Nicola la Strada e Antonia Vetrone dell’ICS Collecini di Castel Morrone. Care insegnanti, innanzitutto, ci potete dire la vostra impressione circa questo progetto e i suoi obiettivi?
Valeria Diani: Il progetto è stato seguito con interesse dagli studenti che si sono confrontati con un “codice” comunicativo nuovo e di grande interesse per loro. Si sono approcciati con curiosità e hanno apprezzato molto la metodologia laboratoriale ed il loro essere protagonisti nelle varie fasi creative. In qualità - si legge ancora - di referente ho cercato di creare tutti i presupposti per veicolare le informazioni e favorire l’organizzazione che, coinvolgendo più scuole, era naturalmente complessa.
Antonia Vetrone: L’impressione è stata sicuramente molto positiva: il progetto ha favorito la maturazione e il consolidamento delle conoscenze storiche e relative al mondo cinematografico, delle capacità espressive e operativo-motorie. Esso ha anche consentito lo sviluppo di una maggiore conoscenza di sé, delle proprie capacità - prosegue il comunicato - potenziando l’autocontrollo e l’autostima.
Come vi è sembrato l’approccio degli studenti al progetto? Avevate già avuto modo di parlare de Il Codice Leuciano?
Quanto è importante il passato per immaginare e costruire il futuro?
Quanto e come può incidere un’educazione al cinema, con i suoi valori sociali, culturali ed educativi, sui ragazzi che vivonoin aree periferiche?
Il progetto può essere fonte di ispirazione per altre attività aventi il cinema come caposaldo?
Il progetto è coordinato dalla scuola capofila Liceo Artistico Statale “San Leucio” di Caserta guidato dalla Dirigente scolastica,prof.ssa Immacolata NESPOLIe dal Responsabile Scientifico, Prof.ssa Angela CAPASSO, avente partner - si legge ancora - l’Istituto Comprensivo CAPOL. D.D. di San NicolalaStrada guidato dalla Prof.ssa Patrizia MEROLA e l’Istituto Comprensivo Statale “Collecini – Giovanni XXIII” San Leucio – Castel Morrone guidato dal Prof. Antonio VARRIALE".
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