Impianti rifiuti. Associazioni del casertano chiedono legge che riconosca il limite di saturazione già raggiunto






Articolo pubblicato il: 17/04/2026 09:25:30

Questo il comunicato stampa diffuso da Lipu Caserta: "La rete di associazioni concorre alla battaglia per la moratoria di impianti trattamento rifiuti nell'alto casertano e di tutta la Provincia, per una legge che riconosca il limite di saturazione già raggiunto - si legge nel comunicato - con una determinazione puntuale su tutte le misure di sicurezza in dotazione, individuazione delle materie trattate e selezione in base alle effettive esigenze del territorio. Riteniamo che la cura e la salvaguardia del nostro territorio, già messo a dura prova nella piana casertana e nel territorio a Nord di Napoli da scellerate scelte politiche ed di economia inadatta che hanno avuto grosse
ripercussioni e rischi per la salute pubblica - si legge ancora - vada invece valorizzato.

La ricchezza della ns terra e del clima hanno da sempre caratterizzato i ns luoghi come miniere di biodiversità ed eccellenze. Prodotti di qualità che vanno dalle pesche, alle albicocche, pomodori, fragole - si legge ancora - castagne, prugne, carciofi, vitigni autoctoni (falerno, casavecchia, pallagrello, ecc.), che potrebbero essere ancor di più opportunità per le economie se la scelta di impianti, non impattanti e con una visione artigianale di qualità, ricadesse su aziende di trasformazione e vendita dei prodotti della ns terra.

La bellezza di paesaggi unici nel loro genere, il parco nazionale del Matese, quello regionale del Roccamonfina, il litorale domitio,le oasi di protezione, il percorso del Volturno, quello dell'Appia Antica e gli innumerevoli siti archeologici e storici che richiedono una maggiore cura e valorizzazione - prosegue il comunicato - e non certo il rischio di diventare luoghi inaccessibili a causa di questa tipologia di siti industriali e di stoccaggio rifiuti.

Per lo scellerato impianto previsto a Marzano Appio, in località Sarcioni, ricordiamo le coltivazioni di pregio delle castagne, con cultivar autoctoni quali ad esempio la Lucida, la Lucente, la Primitiva ecc. che hanno contribuito al riconoscimento della Dop di Roccamonfina. A rischio anche i luoghi di interesse turistico e trekking e cammini riconosciuti di valore - si legge ancora - dalla Regione Campania. Ricordiamo la presenza di un importante tratto della "Via Latina" con basolati evidenti e ben conservati. Percorsi mozzafiato da Torello Caranci fino ad Orchi di Conca Campania, Il lago delle Corrèe e Il borgo medievale di Terracorpo.

Per tutto questo, per la tutela del territorio, contro le scelte sbagliate che fanno gli interessi di pochi privati e danneggiano irrimediabilmente il bene comune, siamo con Basta Impianti! Le associazioni firmatarie. LIPU odv Caserta, WWF Caserta, MovimentoBlu-Coordinamento Caserta,
L'Altritalia ambiente,Spazio Donna ETS, UISP, Arci Caserta e Arcipelago, GreenCare Caserta, U.I.C.I. e U.N.I.Vo.C. Caserta,Pax Christi Punto Pace Caserta - si legge ancora - ISDE-Medici per l’Ambiente, Giardinieri senza Frontiere Caserta".