"Inclusione e territorio, il successo del Conca Film Festival 2026 tra applausi e impegno sociale"






Articolo pubblicato il: 20/04/2026 13:17:48

Questa la nota giunta in redazione: "Inclusione e territorio, il successo del Conca Film Festival 2026 tra applausi e impegno sociale

C’è un’immagine, tra le tante della terza edizione - si legge - del Conca Film Festival, che resterà impressa più delle altre: la piccola Alba Trapanese che consegna il premio “Sguardi futuri” ai ragazzi dell’istituto “Ugo Foscolo” di Teano. È un passaggio che racchiude il senso profondo di una rassegna che si è conclusa sabato 18 aprile a Conca della Campania, lasciando dietro di sé non solo i numeri di un successo (3000 presenze, di cui circa la metà studenti, tra proiezioni, mostre e percorsi esperienziali), ma la sensazione di una comunità che ha ritrovato nel cinema una nuova dimensione di scoperta. Sotto la guida dei direttori artistici Alino e Claudia De Angelis, il CFF26 ha trasformato - prosegue - i luoghi della quotidianità in spazi di pensiero. La sala grande allestita nella palestra e la sala d’essai nella biblioteca dell’ex Municipio non sono state solo contenitori, ma i polmoni di un grande racconto, diviso per giornate tematiche: borghi, territori, benessere e inclusione.

Proprio il 17 aprile, la giornata dedicata all’inclusione ha vissuto uno dei suoi momenti più toccanti con la proiezione di “Nata per te” di Fabio Mollo. In sala, Luca Trapanese, con la figlia Alba, ha portato la sua testimonianza di padre e di uomo delle istituzioni, parlando di un film “necessario”. Non un’opera militante, ha spiegato, ma una storia vera che mette a nudo la distanza tra una legislazione ancora ancorata al passato e la forza dirompente dell’amore. Più che spiegare, il film lascia emergere una realtà concreta: quella di una famiglia che nasce oltre i pregiudizi.

Ma il festival - continua la nota - ha saputo guardare anche alle ferite e alle rinascite del territorio. L’apertura del 15 aprile è stata un pugno nello stomaco e, insieme, una carezza di speranza: il docufilm “La Balzana” di Luca Marconato ha raccontato agli studenti la storia del più grande bene confiscato alla camorra a Santa Maria La Fossa. Vedere i ragazzi confrontarsi con la trasformazione di 200 ettari da feudo dei Casalesi a simbolo di legalità ha dato la misura concreta di ciò che il Conca Film Festival rappresenta: non una semplice rassegna di film, ma un presidio culturale e civile.

La forza di questa edizione è stata la capacità di parlare linguaggi diversi. C’è stato il cinema d’animazione e d’autore, con ospiti come Renato Chiocca, Marino Guarnieri, Letizia De Ieso, Katja Centomo, Stefano Russo e l’energia del collettivo napoletano Avamat. C’è stata l’educazione al futuro con l’Hackathon del cinema, dove gli studenti di Teano, Caserta e Piedimonte Matese, guidati da Salvatore Novaco di 012factory, si sono messi alla prova su un vero set, trasformando - si legge ancora - la teoria in azione creativa.

E poi c’è stata l’acqua. Quella del Volturno, protagonista de “Le vie dell’acqua” di Barbara Rossi Prudente. Gianni Solino ha presentato ai giovani il trailer di un’opera che riannoda i fili della memoria del fiume più lungo del Sud, confermando come il paesaggio non sia solo sfondo, ma protagonista della nostra identità. Fuori dalle sale, il festival si è fatto cammino. Gli eco-itinerari e i Laboratori del gusto hanno portato il pubblico lungo i sentieri dell’Alto Casertano, dove i sapori antichi non sono stati celebrati come nostalgia, ma come modelli di sostenibilità e biodiversità. Tra le mostre in biblioteca (Monster Allergy e CulturAut) e i dialoghi con i custodi della terra, il CFF26 ha dimostrato che per parlare di futuro bisogna saper ascoltare il battito del territorio.

E allora si torna a quell’immagine iniziale. La piccola Alba, il premio, gli studenti. Un gesto semplice, ma carico - conclude la nota - di significato. Al termine di questi quattro giorni, resta una Conca della Campania che per un attimo si è scoperta non periferia, ma centro di un racconto collettivo. Un festival che, come ha sottolineato il sindaco David Simone, ha saputo mescolare il tappeto rosso dell’arte con la polvere dei sentieri e la concretezza dell’impegno sociale. Da queste parti il cinema non passa: resta. E mette radici".