Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione: "Il Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo, ha partecipato ieri all’incontro istituzionale convocato dal Presidente della Regione Campania - si legge nel comunicato - Roberto Fico, insieme ai Garanti territoriali della Campania: Samuele Ciambriello (Garante regionale), Don Tonino Palmese (Napoli), Carlo Mele (Avellino), Giovanna Pagliarulo (Benevento) e Patrizia Sannino (Benevento).
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto operativo sui principali nodi dell’esecuzione penale in Campania: sanità penitenziaria, tutela della salute mentale, formazione professionale, accesso alla cultura - si legge ancora - e politiche sociali negli istituti di pena e nell’area dell’esecuzione penale esterna.Particolare attenzione è stata riservata alla condizione delle persone affette da disturbi psichiatrici ristrette in carcere, una delle emergenze più gravi e strutturali del sistema penitenziario.
È stato evidenziato come la presenza crescente di detenuti con patologie mentali richieda un rafforzamento immediato dei servizi sanitari intra ed extra murari - prosegue il comunicato - un potenziamento delle équipe multidisciplinari e un coordinamento stabile tra amministrazione penitenziaria e sistema sanitario regionale. Altro tema centrale è stato quello delle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), attualmente insufficienti rispetto al fabbisogno reale. La carenza di posti nelle REMS determina liste di attesa incompatibili - si legge ancora - con la tutela del diritto alla salute e produce, di fatto, una permanenza impropria in carcere di persone che necessiterebbero di un percorso terapeutico-specialistico dedicato. Il Garante Saggiomo ha Dichiarato:
«Il carcere non può diventare il luogo in cui si concentra e si nasconde il disagio psichico. La persona malata di mente che vive la condizione detentiva è, prima di tutto, un malato che ha diritto a cura - si legge ancora - presa in carico e trattamento terapeutico adeguato. Senza questo, lo Stato rischia di trasformare la pena in abbandono".
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