La Santa Piccola: il romanzo dello scrittore marcianisano Vincenzo Restivo che diventerà un film






Articolo pubblicato il: 14/02/2020 12:37:38

La santa piccola è un romanzo LGBT e drammatico scritto da Vincenzo Restivo – giovane autore marcianisano residente a Firenze dove lavora come docente scolastico – e pubblicato dalla casa editrice casertana Officina Milena. Il libro è ambientato nel quartiere Forcella di Napoli, in un contesto di povertà e degrado, e segue le vicende di tre ragazzi di diciassette anni legati tra loro: Lino, Mario e Assia. Costretti dalle precarie condizioni economiche e desiderosi di farsi strada nel mondo, in un modo o nell’altro, Lino e Mario si prostituiscono nelle case del napoletano e qui vengono a conoscenza della realtà perversa e deviata che si cela dietro la facciata della normalità: si imbattono in voyeur e finanche in coppie sposate che desiderano avere rapporti sessuali con due giovani che hanno la stessa età dei loro figli. È tanto il marcio che si cela sotto la superficie, ma Lino e Mario resistono per portare a casa qualche soldo in più, per sentirsi meno emarginati dalla comunità. Sebbene i due ragazzi siano apparentemente solo amici, Mario cova sentimenti d’amore verso Lino, ma quest’ultimo è già legato sentimentalmente ad Assia. Sullo sfondo delle vicende dei tre giovani c’è la santa piccola – il personaggio che dà il titolo al romanzo –  Annaluce, una bambina di nove anni che dice di avere le stimmate e di vedere la madonna. La storia della santa piccola si diffonde in città e attira una folla di curiosi nella sua casa, tutti desiderosi che si compia il miracolo, e, tra questi, anche Lino, Mario e Assia, che attendono che la loro richiesta d’aiuto sia finalmente esaudita da una forza superiore.

La santa piccola è un romanzo che vanta un forte realismo grazie a un linguaggio semplice, a tratti grammaticalmente e sintatticamente scorretto, che ricalca quello dei protagonisti, ragazzi di strada che hanno studiato poco o nulla. Lo scrittore mette da parte il rigore letterario e crea questo effetto realistico finalizzato a trascinare il lettore tra le strade e nelle case di Forcella, dove si muovono personaggi ai limiti della società e dove la vita non è tutt’altro che rosea. Il romanzo è abile nella rappresentazione di una realtà cruda in cui si è disposti a fare di tutto per sopravvivere, siano la prostituzione oppure la messa in scena di un falso miracolo. Il tema dell’omosessualità è trasversale alla narrazione e ad esso è legato il colpo di scena che ribalta improvvisamente la storia, ma al quale fa seguito un finale aperto che concede allo spettatore una libera interpretazione degli eventi. Vincitore di un concorso cinematografico alla Biennale di Venezia, La santa piccola diventerà un film diretto da Sofia Brunelli.

Grazia Caputo