'Libera Aversa': "Inaccettabile immobilismo sul riutilizzo dei beni confiscati"






Articolo pubblicato il: 26/06/2025 16:23:46

Questo il comunicato stampa diffuso da Libera Aversa:

"LIBERA AVERSA: “INACCETTABILE IMMOBILISMO SUL RIUTILIZZO DEI BENI CONFISCATI NEL COMUNE”

Aversa, 26 giugno 2025 – Il Presidio di Libera Aversa “Attilio Romanò e Dario Scherillo” lancia un forte appello alle istituzioni competenti – Prefettura di Caserta, Regione Campania e ANBSC – per sollecitare un immediato intervento rispetto alla gestione dei beni confiscati nel Comune di Aversa. Nonostante sei anni di costante impegno - si legge nel comunicato - sul territorio da parte del Presidio e della rete di associazioni coinvolte, la situazione resta gravemente critica: diversi immobili confiscati alla criminalità organizzata risultano abbandonati, inutilizzati o sottoutilizzati. Alcuni, pur riqualificati grazie a fondi pubblici - si legge ancora - e percorsi di co-progettazione, non sono mai stati assegnati, rischiando oggi il degrado e lo spreco di risorse.

Tra i casi segnalati: 5 beni confiscati sono attualmente in stato di abbandono; 2 beni, ristrutturati con fondi regionali, attendono da anni di essere messi in uso; Il Comune di Aversa non ha partecipato all’Avviso Pubblico regionale per il recupero dei beni confiscati, in scadenza il prossimo 15 luglio. “È una situazione intollerabile – denuncia Raffaele Carotenuto, referente del Presidio Libera Aversa – Non possiamo permettere che beni simbolo - si legge ancora - del riscatto sociale restino inutilizzati. Ogni giorno perso è un’occasione mancata per la nostra comunità”.

Libera non chiede beni per sé, ma sollecita trasparenza, responsabilità e concretezza. Per questo, nel documento inviato ufficialmente alle istituzioni, l’associazione chiede che il Comune di Aversa: partecipi all’avviso regionale in scadenza, assegni i beni già riqualificati, avvii un piano concreto e partecipato di riutilizzo sociale. Il Presidio conclude rinnovando la piena disponibilità alla collaborazione, perché i beni confiscati tornino ad essere spazi di giustizia, memoria e rigenerazione - conclude il comunicato - per tutta la collettività".