Questo il comunicato stampa diffuso dalla Polizia di Stato di Caserta: "Previa autorizzazione del Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, nel pomeriggio di ieri, ad epilogo di una meticolosa indagine eseguita dalla Polizia di Stato di Caserta, personale del Commissariato di P. S. di Aversa ha eseguito la misura cautelare del “Collocamento in comunità” emessa dall’Ufficio del G. I. P. nei confronti di un giovane (...) in relazione al reato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dall’uso di armi improprie. Il provvedimento coercitivo si riferisce al grave fatto delittuoso verificatosi in Lusciano (CE) (...).
Nella circostanza (...) personale della “squadra volanti” del commissariato interveniva (...) ove era stata segnalata una rissa (...) a seguito della quale uno dei partecipanti (...), era stato soccorso e trasportato tramite “118” all’Ospedale Moscati - si legge nel comunicato - per profonde ferite da arma da taglio (...). Sul posto, alcuni testimoni consentivano di ricostruire dettagliatamente la dinamica dei fatti riferendo di aver notato un gruppo di ragazzi che inseguiva un coetaneo che una volta raggiunto veniva prima percosso violentemente e poi attinto, da uno degli inseguitori che brandiva un coltello (...). Nell’immediato i poliziotti della “Squadra Investigativa” del commissariato acquisivano informazioni che permettevano di identificare - si legge ancora - il presunto responsabile del grave fatto delittuoso il quale, rintracciato tramite il padre, si presentava agli investigatori ai quali, però, forniva una versione alquanto inverosimile dell’andamento dei fatti.
L’indagato, infatti, dichiarava di avere avuto un acceso diverbio con la vittima, che conosceva, la quale in quel frangente aveva estratto un coltello che però poi aveva perso nella concitazione. Il ragazzo affermava, quindi, di avere raccolto l’arma ma che l’altro gli si era avventato contro ferendosi accidentalmente. Gli ulteriori approfondimenti investigativi - si legge ancora - delegati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, consentivano innanzitutto di verificare che le ferite erano state causate da colpi inferti con una forza ed una violenza del tutto incompatibili con l’evento accidentale (...) e che la vittima - si legge ancora - aveva corso un grave pericolo (...).
I testimoni, inoltre, avevano chiaramente riferito di come l’aggressore avesse egli estratto il coltello e, prima di colpirla, minacciato la vittima. Sulla scorta delle risultanze investigative, quindi, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il concreto pericolo di reiterazione della condotta criminosa da parte dell’indagato - si legge ancora - che, con la stessa, aveva evidenziato una particolare indole violenta, l’Ufficio del G.I.P., su conforme richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni, applicava la misura cautelare coercitiva del collocamento in comunità nei confronti del giovanissimo indagato (...)".
GoldWebTV è anche su WhatsApp! Iscriviti al canale per avere le ultime notizie direttamente sul tuo telefonino!