Marcianise. La lettera dei lavoratori JABIL al Pres. del Consiglio e a due Ministri: "Aiutateci, vogliamo solo continuare a lavorare"






Articolo pubblicato il: 05/03/2020 19:20:06

Il rischio licenziamenti alla Jabil resta uno dei temi più importanti e delicati in provincia di Caserta, sia dal punto di vista lavorativo che sociale. I lavoratori hanno deciso di inviare una lettera aperta al Presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro e al Ministro per lo Sviluppo Economico: "Siamo i 630 lavoratori della Jabil di Marcianise - recita la missiva- e vorremmo ricordare a voi Istituzioni la nostra vertenza ma il nostro appello vuole essere soprattutto una "richiesta di aiuto". A giugno scorso la multinazionale americana ha aperto una procedura di mobilità per circa la metà dei lavoratori in organico. Grazie alle iniziative intraprese nei mesi scorsi si è ottenuta una proroga della CIGS che scade il prossimo 23 c.m". La lettera continua: "Ognuno di noi in questi mesi ha fatto tanto per scongiurare quello che tra pochi giorni si potrebbe presentare come un dramma sociale. Si sono susseguiti svariati accordi di ammortizzatori sociali che noi tutti pur non condividendoli in pieno ci siamo adeguati a rispettare. Tanti colleghi, volontariamente - prosegue la lettera- hanno deciso di aderire ai progetti di reimpiego, nonostante le mille paure che accompagnano scelte che ti cambiano la vita e visto che oggi c'è ancora la possibilità per chi volontariamente vorrebbe aderire bisogna superare lo scoglio del 23 Marzo! Tutte le organizzazioni sindacali FIM FIOM UILM stanno ribadendo a gran voce la necessità di verificare, grazie al Decreto Mille Proroghe la possibilità di ulteriore CIGS con il solo lo scopo di continuare a gestire il progetto di ricollocazione presso le aziende che si sono rese disponibili ad assorbire i lavoratori eccedenti". Infine l'appello alle Istituzioni Nazionali: "Abbiamo bisogno di un forte intervento ministeriale e governativo, di tutte le forze politiche affinché si interceda con la Direzione Jabil per trovare delle soluzioni alternative. Riteniamo inutile ricordare la situazione economica e lavorativa del Sud, dove la parola lavoro è sinonimo di incubo, angoscia e scoraggiamento. Presidente, Ministri, Onorevoli, abbiamo poco tempo, chiediamo di evitare quello che tra pochi giorni sarà un dramma sociale con conseguente disagio di ordine pubblico, chiediamo solo di avere la possibilità di continuare ad avere una vita dignitosa, chiediamo solo la possibilità di poter continuare a guardare serenamente negli occhi i nostri figli. VOGLIAMO SOLO CONTINUARE A LAVORARE. AIUTATECI"