Marcianise. Velardi, i genitori, la pioggia e l' 'angelo'






Articolo pubblicato il: 26/10/2023 13:40:19

Questo il post facebook pubblicato dall'ex Sindaco di Marcianise Antonello Velardi (in foto, ndr): "UN OMBRELLO PER I MIEI GENITORI
 
Marcianise, sono le 18 di ieri sera, mercoledì. I miei anziani genitori - papà, 91 anni, e mamma 87 - stanno andando dal medico, hanno prenotato - si legge nel post - il vaccino per l'influenza. Lo studio dista da casa neanche 500 metri; vanno a piedi, mio padre si appoggia al bastone e perciò sono costretti ad andare molto piano. All'improvviso viene a piovere, pochi secondi e la pioggia diventa insistente, come ormai capita sempre di più negli ultimi tempi. I miei genitori avevano visto che il tempo buttava male ma non pensavano di essere investiti dalla pioggia improvvisa e violenta: non hanno portato con loro l'ombrello. Sono sul marciapiedi e si stanno bagnando, non possono accelerare - continua il post - per le condizioni di mio padre. Si sentono persi, sperano solo di arrivare presto dal medico, dall'altra parte della strada. C'è traffico, come sempre a quell'ora. All'improvviso si ferma una macchina, ne scende il tizio che è alla guida, e con un fare fulmineo apre il cofano dietro, afferra un ombrello che aveva lì, lo apre e lo dà a mia madre. Poi scappa subito, anche perché chi era in fila - prosegue il post - dietro nella propria macchina comincia - implacabile - a suonare il clacson.
 
Mia madre e mio padre è come se vedessero un angelo, ma non si rendono conto. Non conoscono quel tizio così gentile, non riconoscono il tipo di macchina perché sono ancora fermi al modello della loro Fiat Idea del secolo scorso. Pensano a ripararsi, solo mia madre riesce a dire: "Grazie, grazie". E poi ad aggiungere a voce alta: "Chi siete? Chi siete?". Il tizio nel frattempo schizza via, libera il passaggio alle auto che sono dietro e sparisce nel buio della sera, sotto - si legge ancora - la pioggia diventata insistente. Torno ieri sera a casa, mia madre e mio padre mi raccontano subito la storia. "Tu mi dici sempre che non bisogna aprire a nessuno, non bisogna fidarsi di nessuno ma c'è ancora gente brava, c'è ancora gente brava", continua a ripetermi mia madre. Ma è angosciata, preoccupata. "Mamma, perché stai così?", le chiedo. "Io voglio restituire l'ombrello - mi risponde -. Non è mio, non possiamo tenercelo. Come posso fare per ridarlo al proprietario?" "Mamma, ma non riesci proprio - continua il post - a ricordare se conosci quel signore?", le chiedo. "No, non lo conosco. Sono solo riuscita a dirgli che abitiamo qui vicino, ma lui non ha sentito, si era già rimesso in macchina ed è andato via".
 
Esce lì fuori, va sul balcone e prende l'ombrello: non è bagnato, appena arrivata a casa l'ha tenuto aperto per asciugarlo. "Io non capisco niente di ombrelli, ma ho visto che è dell'outlet. Come possiamo fare per restituirlo?", insiste. Sì, è uno degli ombrelli con le insegne pubblicitarie dell'outlet di Marcianise. Ma come faccio a capire di chi è?, mi chiedo - continua il post - tra me e me. Qui è come cercare un ago nel pagliaio. Le dico di stare tranquilla, la rassicuro ma è solo un modo per lenirle la pena: "Prima o poi troveremo il proprietario". Ci penso tutta la notte, mi ha colpito questa storia che sembra uscita da un libro e sembra una favola nel nostro mondo senza più gentilezza. Sì, quella persona è stata un angelo; e mi dispiace molto che mia madre si dispiaccia. Così stamattina torno da mamma e vado a fotografare l'ombrello: pubblico qui sotto la foto, non si sa mai, qualcuno - si legge ancora - potrebbe leggere e aiutarmi a rintracciare quel signore premuroso spuntato nel buio della sera. Il regalo più bello per i miei anziani genitori sarebbe ritrovare il proprietario, ringraziarlo caldamente e restituirgli l'ombrello".
 
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