Marino risponde ai casertani: la questione del ponte di Ercole






Articolo pubblicato il: 28/09/2019 14:48:37

Intervistato all’interno della rubrica settimanale condotta da Gianluca Pota “Marino risponde ai casertani” del 28 settembre 2019, il Sindaco di Caserta ha affrontato la questione del ponte d’Ercole e quella dell’immondizia con queste parole: “Bisogna fare chiarezza al riguardo dicendo che la proprietà del ponte d’Ercole è della Reggia, che la Sopraintendenza decide quali lavori devono essere fatti e quali no e che il Comune si preoccupa soltanto dell’aspetto della segnaletica stradale. Molte persone hanno suggerito di installare una struttura a monte e a valle del ponte che, una volta toccata dalle vetture, farebbe capire agli automobilisti che non riuscirebbero a passare, inducendoli a cambiare strada in anticipo. Anche l’Amministrazione ha pensato a questa soluzione, ma la Sopraintendenza ritiene che ai fini della conservazione del ponte l’aspetto visivo debba restare libero e quindi ha stabilito che non si possono montare strutture metalliche prima di esso. È questo dunque il vincolo che non ci permette di costruire queste tipo strutture, nonostante siano state una proposta avanzata da molti. Per risolvere il problema il comune di Caserta ha ordinato un sistema visivo e sonoro a salvaguardia del ponte: metteremo dei sensori che leggeranno l’altezza dei mezzi e, appena questa supererà l’altezza prevista dalla norma del ponte, segnaleranno sia in modo visivo che sonoro la necessità di fermarsi prima, per evitare di toccare la struttura e bloccarsi al di sotto fermando la circolazione. Noi ci auguriamo fortemente che questa soluzione contribuirà alla protezione del ponte. Ci sarà anche una seconda fase da mettere in campo con la Reggia di Caserta, che ha avviato un progetto di riqualificazione del ponte di Ercole.

Riguardo alla questione immondizia, in provincia di Caserta ci sono 104 comuni che hanno difficoltà a scaricare l’umido. Il ciclo integrato dei rifiuti è una cosa seria, ma quando vengono fatte azioni di governance per affrontare il tema ambiente spuntano sempre comitati che si oppongono alla realizzazione di qualcosa. Il sistema italiano si basa sulla raccolta differenziata, la legge italiana, per la precisione il decreto Ronchi, prevede ciò. Si può criticare l’amministrazione comunale o gli operatori ecologici, ma la verità è che il sistema non funziona se la metà dei cittadini di Caserta non fa la differenziata. È importante, quindi, aumentare il livello qualitativo della raccolta. Poi c’è l’aspetto dell’impiantistica: è necessario fare l’impianto di compostaggio per poter essere autonomi e, a partire dall’umido, produrre il compost, cioè il terreno fertile. Via Ponteselice è una zona industriale, e non turistica come alcuni vorrebbero far credere, dove andrebbe fatto questo impianto. Se diventiamo autonomi avremo un risparmio economico e un servizio di qualità migliore e ridurremo le tasse ai casertani.”

Grazia Caputo