Meglio di niente, 2 a 2 con il Genoa, ma un tempo da dimenticare


Articolo pubblicato il: 17/09/2023 13:49:03

Prima di mandare il giornale in stampa il responsabile della redazione scorre in fretta, con l’occhio allenato dall’esperienza, gli articoli messi in pagina e specialmente i titoli, biglietto da visita di primo impatto per i lettori. Li analizza perché non contengano refusi, li modifica in meglio e infine licenzia le bozze le invia in tipografia. Ma c’entra questo pistolotto con Genoa-Napoli chiamato a dipanare il groviglio di tesi e antitesi sull’esordio di Garcia al timone degli azzurri? Una nota agenzia di stampa, in sede di presentazione, titola così l’articolo: “Garcia, bisogna fare gol”. Messa a confronto con le battute del mitico Boskov (“Rigore quando arbitro fischia”) la frase lapidaria non sfigura. Comunque, la ‘sentenza’ di Garcia nasconde elementi di verità. Il ‘suo’ Napoli non ha ancora carburato e la spia in rosso sul cruscotto di guida segnala l’impaccio offensivo del Napoli, la storica assenza di un ‘colpitore’ dalla distanza, alternativo alle incursioni di Osi-Kvara bloccati da difesa rinforzate. Il Genoa del giovane tecnico Gilardino di qui a due ore di calcio dirà se la sosta per gli impegni della nazionale hanno permesso a Garcia di individuare moduli di gioco per tornare al Napoli prolifico di un anno fa. Arbitra il ravennate Fabbri. Subito giallo per Elmas, fallo si Gudmundsson. Non è una buona notizia, al primo minuto. Genoa aggressivo. Elmas-Osimhen conclusione da tre metri contrata dal muro rossoblu. Palleggio insistito degli azzurri, ma varchi zero. La pazienza non manca, ma bucare la folta difesa genoana è tutt’altro che facile. Era prevedibile, Girardino ha progettato una partita prudente e ripartenze veloci, di quelle sofferte dal Napoli con la Lazio. Sempre due difensori su Osimhen. Buon momento dei rossoblu intorno al 18esimo. Napoli lento, poco aggressivo e un buon Genoa. La difesa degli azzurri mostra qualche impaccio. Di Lorenzo subisce due colpi alla testa, fortuiti. Raddoppi sistematici anche su Kvara. Martinez disoccupato. Senza eccedere in lodi, il Genoa in attacco si muove meglio degli azzurri. Ammoniti De Winter e Retegi, Kvara imprendibile anche con due difensori che lo braccano, ma tiri in porta zero. In contropiede non s’intendono Osimhen e Kvara. Grande conclusione dalla distanza di Retegui, Meret si rifugia in angolo. Al 40esimo batte ilcalcio d’angoloe Gundmudsson e Bani, solo, soletto, mette in rete a un metro dalla porta. 1 a 0, Napoli costretto a rimontare e non è una novità di questo campionato. Spogliatoi. Il Napoli di un anno fa? Desaparecido!

Politano per Elmas.C ‘è un problema: affiancare qualcuno (Simeone, Raspadori?) a Osimhen per disaggregare la coppia di difensori che lo assediano. Al terzo ci prova Mario Rui, pallone alto sulla traversa. Politano finalmente velocizza il gioco degli azzurri. Martinez è un temporeggiatore senza pari e l’arbitro tollera le lunghe pause del portiere. Un paio di corner per i rossoblu. Raddoppia il Genoa. Micidiale uno due con Strootman e Retegui conclude con un sinistro al volo. 2 a 0. Il gol era nell’aria. Garcia decide i cambi: Raspadori per Anguissa e Olivera per Mario Rui. Domanda: perché inserire Mario Rui nel secondo tempo e tirarlo via dopo 13 minuti? Osimhen finora nullo. Ora Napoli avanti tutta, ovvero risveglio tardivo. Garcia ‘ordina’ il 4-4-2. Chapeau per Gilardino, bello il suo Genoa. Kvara converge al centro e colpisce debolmente. Martinez se la cava con poco. Si gioca sulla sola metà campo del Genoa. Dentro Malinovsky per Sabelli e Cajuste per Lobotka. Dimezza lo svantaggio il Napoli con un gran botta di sinistro di Raspadori.1 a 2 al 76esimo. Thorsby per Strootman, giallo per Cajuste. 10 minuti al 90esimo. Il calcio è incredibile. Lancio perfetto di Zielinski per Politano che si coordina con una magia e trova il pareggio. 2 a 2. Il Napoli s’è desto, tardi ma s’è desto, dopo un primo tempo da dimenticare. Fuori Kvara, Zerbin in campo, cambio della disperazione. Perché non Simeone? Vasquez per Martin. Garcia, se ci sei batti un colpo.

Luciano Scateni