Questo il post pubblicato sulla pagina Facebook 'Reggia di Caserta': "56 cm è la circonferenza di un'eleganza che non ammetteva compromessi. Stiamo parlando dell'abito della Contessa Ludolf, da tempo conservato in deposito e riportato alla luce grazie - si legge nel post - a un restauro che somiglia più a una micro-chirurgia sartoriale.
I restauratori, in una prima fase, hanno dovuto mediare tra la misura del corpetto e quella della gonna per restituire l'armonia originaria a questo pezzo di storia della corte. Solo in seguito, sotto la superficie - si legge ancora - della seta gros de Tours hanno potuto effettuare punti di cucitura impercettibili, grazie ai quali è stato possibile inserire il velcro, necessario per scaricare il peso dei ricami metallici. È stato un lavoro certosino che ha permesso di proteggere la fragilità dell'abito oggi esposto al pubblico. Dove vederlo? Alla mostra in corso nella Gran Galleria: "Regine - Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l'Europa" - si legge ancora - prorogata fino al 4 maggio! Restauro a cura di Opera Laboratori Reggia di Caserta Annalisa Alecci, Vitina Telesca, Rita Banci, Federica Borri".