Articolo pubblicato il: 30/01/2026 11:04:31
Questo il comunicato stampa diffuso dalla Reggia di Caserta:
"Iniziati i lavori, finanziati dal Pnrr, all'Acquedotto Carolino e alle Sorgenti del Fizzo. La Reggia di Caserta centra l'obiettivo di concretizzare i quattro grandi progetti sovvenzionati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
L'Istituto del Ministero della Cultura, Sito UNESCO, rientra tra i soggetti attuatori degli interventi previsti dal Pnrr per un importo complessivo - si legge nel comunicato - di 25 milioni di euro. Quattro le componenti progettuali approvate e finanziate, tutte già cantierizzate: sistema di irrigazione dei Giardini Reali e rigenerazione delle praterie del Parco reale; restauro - si legge ancora - recupero e valorizzazione della Via d’acqua; tutela e salvaguardia del Bosco e delle strutture architettoniche della Reale Tenuta di San Silvestro; recupero e valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino. Gli interventi si inseriscono nel più ampio percorso di attività straordinarie di restauro e adeguamento funzionale che in questi anni hanno visto la Reggia di Caserta - prosegue il comunicato - impegnata nel portare avanti lavori complessi, reperire risorse finanziarie, predisporre progettazioni e seguirne l’attuazione.
Negli ultimi giorni si è dato il via ai lavori finalizzati al recupero e valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino nonché delle aree paesaggistiche di pertinenza storica delle fonti.
L’Acquedotto Carolino è una grande opera di ingegneria idraulica, una delle più importanti opere pubbliche realizzate dai Borbone. Progettato - si legge ancora - per approvvigionare la grande città che sarebbe sorta intorno alla Reggia e potenziare l’alimentazione idrica di Napoli, doveva servire anche al rifornimento idrico delle reali delizie e all’alimentazione delle fontane e dei giochi d’acqua del Parco reale della Reggia di Caserta. Il condotto lungo circa 38 chilometri - si legge ancora - è tutto interrato, tranne le parti che attraversano il ponte Carlo III a Moiano, quello di Durazzano e i Ponti della Valle a Valle di Maddaloni.
Questo aspetto influisce profondamente sulla gestione del condotto che resta invisibile in superficie e in gran parte inaccessibile, fattore che complica la sua manutenzione ordinaria. L'acquedotto è segnato lungo il percorso da 67 torrini, destinati a sfiatatoi e ad accessi per l’ispezione. È in questo quadro che prende forma il progetto che intende generare un tangibile miglioramento delle condizioni di conservazione e di valorizzazione paesaggistica dell’Acquedotto Carolino - si legge ancora - e delle aree delle Sorgenti del Fizzo, nonché un impatto sulla promozione dello sviluppo culturale, scientifico, ambientale, educativo, economico e sociale del territorio. Nel dettaglio le opere sono destinate a riqualificare e rifunzionalizzare l'intera area delle sorgenti; restaurare e manutenere le infrastrutture dei ponti Carlo III e di Durazzano; provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria - si legge ancora - dei torrini non interessati dagli interventi già realizzati dalla Reggia di Caserta due anni fa.
L'avvio dei lavori è il risultato di un iter lungo e complesso, fatto di indagini accurate e di approfonditi studi tecnici, specialistici e amministrativi. La progettazione è stata resa ancora più ardua dalla totale assenza di studi scientifici e interventi precedenti. Le indagini hanno, inoltre, evidenziato la perpetuazione nei decenni di abusi - prosegue il comunicato - anomalie e illeciti che sono stati quindi negli ultimi anni oggetto di segnalazione alle autorità competenti.
La Reggia della Caserta, presidio dello Stato, ha il dovere di preservare il patrimonio storico e culturale che le è affidato e di garantirne la trasmissione alle future generazioni. Compito molto arduo in considerazione della vastità del Complesso vanvitelliano - si legge ancora - della eterogeneità delle funzioni e destinazioni d'uso dei diversi beni che lo compongono e delle molteplici implicazioni esistenti (gestionali, di fruizione, di conservazione e anche giuridiche e amministrative).
«L’Acquedotto Carolino — afferma Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta — è stato, fin dall’inizio del mio mandato, uno dei temi prioritari da affrontare. Non solo per il suo straordinario riconosciuto - si legge ancora - valore storico e paesaggistico, ma anche — e soprattutto — come infrastruttura funzionale strategica, a lungo trascurata sotto il profilo tecnico e amministrativo. È apparso subito evidente il deficit di conoscenza, di monitoraggio e di governo del sistema, in un contesto reso ancora più critico dall’emergere delle problematiche legate alla crisi idrica.
Al di là di alcuni interventi puntuali - recita ancora il comunicato - di manutenzione straordinaria effettuati in questi anni grazie a limitate risorse reperite nell’ambito dei finanziamenti UNESCO, questa Direzione ha scelto di assumere la questione in modo strutturale, candidandola ai finanziamenti PNRR.
Oggi, grazie a queste risorse, possiamo finalmente trasformare un’esigenza riconosciuta da tempo in un programma organico di indagini, rilievi, progettazione e interventi.
È un lavoro complesso e impegnativo, sotto il profilo tecnico e amministrativo, che richiede tempo, competenze - prosegue il comunicato - e procedure rigorose: i problemi accumulati in decenni non si risolvono con soluzioni estemporanee, ma con studio, verifiche, atti formali e cantieri. Solo attraverso una conoscenza reale e scientificamente fondata è possibile garantire una gestione efficace. L’obiettivo è assicurare tutela e funzionalità durature a questo patrimonio unico e contribuire anche a contrastare in modo più efficace usi impropri - si legge ancora - e prelievi non autorizzati della risorsa idrica, rafforzando il senso di responsabilità collettiva verso l'ecosistema".