Reggia. In corso i lavori all'ex Convento dei Passionisti






Articolo pubblicato il: 03/06/2026 17:01:35

Questo il comunicato stampa diffuso dalla Reggia di Caserta: "La Reggia di Caserta continua a investire nella cultura come spazio di produzione, sperimentazione e condivisione. Questa mattina il direttore Tiziana Maffei, insieme alla squadra della direzione dei lavori e ai colleghi dello staff museale, ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere - si legge nel comunicato - dell’ex Convento dei Passionisti, destinato a diventare il nuovo polo culturale dell’Istituto del Ministero della Cultura.
 
Una visita operativa, ma anche simbolica: un’occasione per verificare lo stato di avanzamento degli interventi, coordinare le attività in corso e condividere le ultime indicazioni con il personale, assicurando continuità e piena prosecuzione al programma di recupero - si legge ancora - e valorizzazione avviato dalla Reggia di Caserta.
 
L’intervento rientra nel Piano Strategico “Grandi progetti beni culturali” (Annualità 2020 - D.M. MIBACT n. 240 del 20/05/2019 - stralcio 1) ed è finalizzato alla realizzazione di ambienti dedicati allo studio, alla produzione e alla fruizione artistica. All’interno della struttura - prosegue il comunicato - prenderà forma un sistema integrato di condivisione e creatività: atelier, laboratori polifunzionali e spazi di ricerca in cui sperimentare nuove forme di produzione legate alle arti, alla moda e al design contemporaneo.
 
Nel rispetto della storica vocazione di accoglienza dell’edificio – che in passato ospitava le maestranze impegnate nella costruzione della Reggia – il complesso comprenderà anche una piccola foresteria. La grande - si legge ancora - corte centrale, oltre a configurarsi come spazio di sosta e incontro, sarà destinata a ospitare eventi, presentazioni e una programmazione culturale dedicata. Il progetto consentirà così di recuperare aree finora marginali o degradate, restituendo alla collettività luoghi e percorsi di straordinario - si legge ancora - valore storico e paesaggistico.
 
Conosciuto come complesso “dei Padri Passionisti” da quando, nel 1835, Ferdinando II lo destinò alla Congregazione della Santissima Croce e Passione di Nostro Gesù Cristo, il sito ha attraversato nei secoli numerose trasformazioni. La sua attuale configurazione architettonica - si legge ancora - racconta proprio questa stratificazione di funzioni e memorie. Situato nel cuore del Bosco Vecchio, al confine con il territorio di Casagiove, il complesso – articolato in più corpi di fabbrica attorno a un chiostro centrale – diventerà uno spazio aperto a professionisti, studiosi, artisti e creativi.
 
Gli interventi, affidati tramite gara a evidenza pubblica all’ATI Vincenzo Modugno srl, Cosedo e DZ Engineering, si sviluppano su due livelli fuori terra per una superficie di circa 2.146 mq, oltre alle aree esterne. Il piano terra - silegge ancora - ospiterà gli ambienti destinati all’accoglienza e ai laboratori, progettati secondo criteri di massima flessibilità d’uso; il primo piano accoglierà invece la foresteria, con 30 posti letto distribuiti tra camere singole e doppie.
 
Principio cardine dell’intero progetto è l’universal design: un sistema integrato di arredi, luci, colori e suoni pensato per valorizzare il carattere storico dell’architettura e, al tempo stesso, garantire accessibilità, sostenibilità e multifunzionalità degli spazi. L’intera struttura sarà completamente accessibile. “L’ex Complesso dei Passionisti rinasce sotto il segno del design e con una forte attenzione al contemporaneo – afferma il direttore Tiziana Maffei – Questi interventi hanno restituito dignità - prosegue il comunicato - e decoro anche al territorio attraversato da via Passionisti, grazie al recupero delle facciate e alla valorizzazione del chiostro, che diventerà uno spazio di accoglienza aperto alle comunità.
 
L’ambizione è sviluppare le potenzialità della Reggia di Caserta e del suo Parco come laboratorio permanente di sperimentazione culturale e produttiva, capace di mettere in dialogo manifattura, design - si legge ancora - creatività, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e biodiversità. Un luogo in cui arte e cultura possano continuare a essere strumenti concreti di crescita, partecipazione e bellezza".