Questa la nota stampa giunta in redazione:
"ARCANGELO
Transiti dell’immaginario Castello di Rocca d’Evandro 04.10 > 09.12.2025
Sabato 4 ottobre alle ore 17:30, presso le sale del piano nobile del Castello medioevale di Rocca d’Evandro che negli ultimi mesi ha visto il completamento dei lavori di restauro, sarà inaugurata nell’atmosfera dell’equinozio d’autunno e nell’ambito della 21 a Giornata del Contemporaneo, la mostra ARCANGELO. Transiti dell’immaginario L’esposizione promossa dal Comune di Rocca d’Evandro, in collaborazione con i partner culturali Museo-FRaC Baronissi, Fondazione Rossi, Associazione Culturale Ars-Ubivitae, Associazione Flangini e il sostegno della CIACCIO ARTE Broker Insurance Group, chiude la rassegna “Stagioni” che, dal dicembre dello scorso anno, ha segnato e segna le attività del MaR%u018E , in particolare il programma della Collezione d’Arte Contemporanea, con le mostre personali di Franco Marrocco, di Ugo La Pietra e di Mario Raciti che ha scandito i giorni del solstizio d’estate. Curata da Massimo Bignardi la mostra tocca, in sintesi, momenti salienti dell’esperienza artistica- si legge nella nota- di Arcangelo, tracciando un sintetico percorso che, dal 1983 con opere tratte dal ciclo Terra mia quando si afferma sulla scena internazionale, passando per Misteri degli anni novanta, giunge ai nostri giorni con le mirabili Magnolie. “Con la mostra dedicata all’artista Arcangelo – osserva Emilia Delli Colli sindaco di Rocca d’Evandro – si rafforza la linea progettuale del MaR%u018E, il nostro giovane museo che, nell’arco di poco meno di un anno, ha promosso una vivace attività espositiva allestendo mostre personali di noti artisti italiani contemporanei, ampiamente riconosciuti sulla scena internazionale. La proposta di allestire una mostra che tocca alcuni momenti dell’esperienza artistica di Arcangelo che ho condiviso con i proff. Massimo Bignardi e Franco Marrocco, è un’ulteriore prova della validità del progetto museale che va a rafforzare l’attenzione sulle capacità e sulle possibilità del nostro territorio che si riconosce nel Castello, tornato, dopo il lungo restauro, al suo splendore”.
“[…]Questa dedicata ad Arcangelo – scrive Bignardi – è una mostra che tocca alcuni significativi momenti della sua vicenda artistica e tratteggia un arco che copre quattro decenni, dagli anni ottanta, quando nel entusiasmo del ritorno alla pittura, l’artista riesce ad enucleare una sua personale visione della pittura ad alcune tele del ciclo Magnolie, realizzate nel corso di quest’anno. Sono lavori che testimoniano la capacità del suo linguaggio di tenere insieme sia la duttilità di un segno dichiaratosi mediatore di un cammino verso l’altro, proprio della speranza come suggerirebbe Heidegger, capace cioè di tradurre forme d’esistenza prive della centralità del Sé, sia l’abilità di gestire il colore facendo ricorso alla vibrante luminosità che è propria del pigmento dato in polvere, conservando un effetto della visione. In sostanza, quindi, non sono altro che luoghi dell’irreale nei quali l’immaginario dell’artista transita senza sostare, in pratica a monte del Sé. Sono luoghi liberi da definizioni; la libertà è ciò che l’arte ci consegna come valore ontologico, che non chiama in causa la memoria, intesa quest’ultima come un magma sul quale- si legge nella nota- è sospeso il presente, tantomeno le tracce di disordinati ricordi perché per esser tali v’è la necessità di una sollecitazione dei sensi (per esempio l’olfatto quando avvertiamo un profumo a noi noto), meno che mai l’affiorare di materiali lasciati risalire dall’ onirico. Per Arcangelo sono luoghi che potremmo iscrivere nella sfera dell’archetipo che affiorano nel presente, misura del suo ‘essere-nel-mondo’[…]”. Nel corso della serata inaugurale sarà presentata anche Komorebi, il dipinto che Franco Marrocco dona al MaR%u018E, per l’Equinozio d’autunno e che va ad affiancare i tre grandi dipinti presenti nella collezione del museo. Ha dominare l’impianto cromatico sono i toni bruciati di colori quali Terra di Siena, l’ocra, che lasciano affiorare trame del sottobosco, visioni conservare nella parte viva della memoria. La mostra resterà aperta fino al 9 dicembre 2025. L’INGRESSO È GRATUITO"
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