Questo il post pubblicato dal sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, sulla propria pagina Facebook: "Cari concittadini, durante la settimana del Premio Massimo Troisi, coloro che hanno partecipato agli eventi dal vivo, hanno potuto ammirare una piccola parte della mostra "Massimo Ieri, Troisi, oggi" allestita dall'Osservatorio Cinematografico Vesuviano, lungo il viale d'ingresso della villa che porta al parco. Una selezione - si legge - dei poster originali della filmografia di Troisi e degli articoli di giornali che hanno raccontato Massimo, la sua carriera e la sua vita a San Giorgio a Cremano. Una piccola parte di un patrimonio molto più ampio che, attraverso l'assessore alla Cultura Pietro De Martino, l'OCV ha messo a disposizione della città in un periodo seppure breve, quello del Premio, ma che intendiamo esporre in autunno, in forma completa e per un lasso di tempo più lungo. La mostra - ancora - sarà allestita nei locali di Villa Bruno con l'obiettivo di offrire a tutti la possibilità di conoscere sempre qualcosa in più su Troisi e sullo stile "Troisiano", ovvero quello dell'antieroe timido che, attraverso il cinema, lottava contro gli stereotipi imposti dalla napoletanità tradizionale. Grazie alla presidente Alessandra Borgia e i soci Pasquale Cangiano, Salvatore Gramaglia, Monica Todino, Luisa Auriemma e Carlo Nobili, il patrimonio dell'Osservatorio cinematografico vesuviano si è arricchito sempre più, fino a contare oltre 100 opere, tra poster dei film di Troisi e le introvabili "foto buste", ovvero frame fotografici delle scene principali, utilizzati all'epoca come trailer. L'Osservatorio - prosegue il post - a cui vanno i complimenti anche per il lavoro più strettamente legato alla storia del Premio Troisi, sta proseguendo nella preziosa opera di digitalizzazione dei cortometraggi, di proprietà dell'ente, presentati nelle 21 edizioni della kermesse, compresi quelli di registi poi divenuti famosi. Le opere già digitalizzate sono oltre 100; molte sono state già caricate sulla piattaforma CLICCA QUI, per essere così visibili da tutti, le altre verranno pubblicate progressivamente. In sinergia con l'amministrazione - conclude - grazie al lavoro dell'osservatorio, queste opere mai viste prima, non andranno perse ma anzi rappresenteranno un immenso e inedito tesoro artistico collettivo.
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