Sant'Arpino. Martedì il convegno-concerto 'Sponde sonore. Rotte musicali barocche tra Napoli e Spagna'






Articolo pubblicato il: 02/07/2022 17:36:22

Questo il comunicato stampa diffuso da Pulcinellamente: "Sponde sonore. Rotte musicali barocche tra Napoli e Spagna”. E’ il tema della terza edizione de “I Musicisti della Via Atellana”, spazio aperto da qualche anno all’interno di PulciNellaMente e curato dal critico musicale Lorenzo Fiorito. Il convegno-concerto si terrà martedì 5 luglio - si legge nel comunicato - alle ore 19:00, nel seicentesco Palazzo Ducale Sanchez de Luna in Piazza Tenente Macrì (già Umberto I) a Sant’Arpino (CE). Come da tradizione, il programma della serata è di assoluto prestigio. Oltre al direttore di PulciNellaMente, Elpidio Iorio, e al sindaco di Sant’Arpino, Ernesto Di Mattia, parteciperanno Carlos Maldonado Valcárcel, Console Generale di Spagna a Napoli, Ana Navarro, direttrice Istituto Cervantes di Napoli. Dopo l’introduzione di Lorenzo Fiorito - si legge nel comunicato - direttore artistico del Festival “F. Durante” di  Frattamaggiore, che introdurrà il tema “La musica nel Secolo d’oro: Napoli spagnola, Spagna napoletana”, interverranno Paologiovanni Maione, docente di Storia della Musica presso il Conservatorio S. Pietro a Majella, con “Contaminazioni "spagnole" nella commedia per musica di primo Settecento”, e Guido Olivieri, docente di Musicologia - si legge ancora - presso l’Università di Austin, Texas (USA), che parlerà dei “Musicisti napoletani nella Cappella Reale di Barcellona (1707-13)”. Ad eseguire alcune arie d’epoca sarà il mezzosoprano Alessia Esposito, accompagnata al piano dal M° Imma Franzese. Il tema della serata è particolarmente interessante perché “indagherà” i rapporti, le collaborazioni, gli scambi, tra le due sponde del Mediterraneo ovvero tra la musica spagnola e la musica di scuola napoletana in età barocca. Le “rotte musicali barocche tra Napoli e Spagna” sono, infatti, quelle percorse dai compositori che tra ‘600 e ‘700 viaggiavano nell’uno - si legge ancora - e nell’altro senso tra i due Paesi. Mentre nel Seicento sono più i musicisti spagnoli che arrivano in Italia, nel Settecento ci sono tanti italiani che occupano - prosegue il comunicato - posizioni anche di grande rilievo nelle corti iberiche. In verità, già al tempo di Alfonso V, re di Napoli dal 1452, si erano alternati a corte musici italiani con altri venuti dalla Catalogna o da Valenza. Ma i rapporti tra la musica spagnola e la musica di scuola napoletana sono stati veramente fecondi nel “doppio” Secolo d’oro (il ‘600 per la Spagna, soprattutto in letteratura,  il ‘700 per la musica di scuola napoletana); le influenze sia nei generi musicali che nello stile vennero intensificate sia dal flusso di compositori, cantanti e strumentisti che giunsero dalla Spagna in Italia, che da quelli che, in numero maggiore - recita ancora il comunicato - si mossero dall'Italia, e in particolare da Napoli, verso la penisola iberica. Anche il maestro di cappella del re del Portogallo Giuseppe I, fu un napoletano di nascita e di formazione, Davide Perez, mentre alla Corte di Madrid approdarono tantissimi musicisti di scuola napoletana. I più importanti saranno Domenico Scarlatti e Carlo Broschi (il celebre Farinelli); entrambi assumeranno posizioni di grande prestigio e potere all’interno della corte spagnola - si legge ancora - che si dimostrò estremamente accogliente nei confronti della musica italiana, di cui Napoli rappresentava il maggior centro propulsore".
 
FOTO DI REPERTORIO