SCATENI. Albania 0 Italia 1: meglio di niente, ma nubi sul futuro


Articolo pubblicato il: 10/10/2017 10:36:24

Segna Candreva, ed è il “golletto” che risparmia alla modestia dell’Italia di affrontare i playoff di accesso ai mondiali senza il rischio di uscirne rapidamente sconfitta dalle big europee. Segna Candreva per l’unica, fatale distrazione dei baldi difensori albanesi (bravo su tutti Mavraj). Gli azzurri in campo e in panchina sommergono l’autore del gol che ci risparmia un’altra figura barbina. E Ventura? Misteriosamente reagisce girandosi dall’altra parte, testa china e neppure un gesto minimo di esultanza. Ci si chiede se va in meditazione scacciapensieri, intima, vissuta polemicamente con l’intenzione di far sbollire il rancore per le critiche universalmente negative sul cammino degli azzurri in questa fase preliminare dei mondiali e in risposta ai censori del suo 4-2-4 riproposto con testarda autorità. E’ il minuto 28 del secondo tempo, quando si cominciava a temere un replay della figuraccia con la Macedonia.
 
La prima parte della gara è da applausi per gli uomini messi in campo con intelligenza tattica da Panucci e sostenuti da una splendida condizione fisica. Per carità, niente di superlativo, ma risultati apprezzabili. Il commissario tecnico dell’Albania non è uno sprovveduto e non impiega molte energie mentali per scoprire il punto debole dell’Italia. Questa Italia, gestita da Ventura, ha la sua evidente fragilità nel centrocampo, cioè da dove si genera la qualità e l’efficacia del gioco d’attacco. Trovato il punto debole, il rosso delle maglie orchestrate da un ottimo Basha prevalgono sulle azzurre degli italiani. Il povero Immobile, come in precedenti occasioni non tocca un pallone, Insigne è ancora costretto a cucire difesa e attacco, snaturato in posizione per lui anomala di semi attaccante e semi difensore. Risultato? Degni del termine “tiro in porta” solo un tentativo di Insigne e uno di Immobile in 45 minuti. Berisha si annoia e fa girare i pollici in pieno relax.
 
Corre il pensiero all’autorevolezza di Jorginho, forse il centrocampista più in forma del campionato italiano, naturalmente ignorato da Ventura al momento delle convocazioni.
 
Cambia poco o niente al via della ripresa, cresce solo l’ansia in campo azzurro, il timore di arrivare ai play off senza il vantaggio dovuto alle teste di serie. La partita sembrerebbe andare incontro ad un finale deludente, che sommato ai precedenti con Spagna e Macedonia aprirebbe seri dubbi sul cammino italiano nella campagna di Russia. Per fortuna, un po’ di stanchezza e un momentaneo cedimento di concentrazione della linea difensiva albanese, mettono Candreva nell’invitante condizione di calciare a pochi metri da Berisha, senza opposizione. Uno a zero. Reagisce l’Albania e dalla panchina azzurra parte l’ordine di arrivare indenni al 90°. Dunque melina, mai superare la metà campo, fitta rete di passaggi perditempo. Finisce con l’esultanza degli italiani, compresi i duecentocinquanta eroici tifosi, in parte residenti in Albania, in parte disposti alla trasferta di Scutari, allo Stadio Loro Borici. Restano tutte le perplessità su questa Nazionale che fatica oltre il lecito con avversarie molto giù nel ranking della Fifa ed è impellente, non rinviabile, un progetto di rifondazione del calcio italiano, iniziando dall’ovvia politica di attenzione per i settori giovanili di casa nostra.