Scateni. Il bello è che la palla è 'tonda'. Napoli 6 - Sassuolo 1


Articolo pubblicato il: 30/04/2022 18:27:38

Il contrasto: pedalano in tandem De Laurentiis e Spalletti, ma è coppia scoppiata, esclusi gli attestati per la stampa e la tifoseria di salda condivisione comunque,  su tutti i fronti, ovvero, piena fiducia del presidente nelle qualità dell’allenatore (e la decisione di affiancargli un comitato tecnico?), dichiarazioni d’amore di Spalletti per la sirena Partenope “Sono felice a Napoli”, il suo pescare autoassolutorio nel passato più o meno remoto le ‘cose belle fatte’, la sua espressione distesa, un minuto dopo aver intascato la conferma del contratto biennale. Nel fondo inarrivabile della memoria il Napoli calcio ha seppellitole figuracce di partite da dimenticare, le contestazioni dei tifosi (oggi l’ex San Paolo sarà vissuto da meno del 50% della capienza totale, l’attesa spasmodica di far cassa con l’esodo britannico di Osimhen, il caso dei trenta forfeit di azzurri fuori gioco per infortuni muscolari, la successione di inspiegabili e clamorosi appannamenti di Insigne, Mertens, Fabian, Zielinski e perfino dello stratosferico Koulibaly, di Meret, ma non è uno degli alter ego di Donnarumma in nazionale (a proposito, ma Spalletti ha fatto qualcosa per insegnargli a rinvii di piede intelligenti?), lo sgarbo ai danni di Petagna, panchinaro seriale, mandato allo sbaraglio negli ultimi minuti di partite da raddrizzare, le scellerate gaffe di cambi sballati, eccetera. Ora c’è da contrastare un gagliardo Sassuolo, cliente difficile e da scoprire se la conciliazione gastronomica proposta da De Laurentiis al ristorante, è salvifica come la ricetta di uno chef stellato per un pranzo di nozze, cioè idonea a scuotere gli azzurri dal torpore primaverile. Spalletti insiste, mette in campo una formazione a trazione offensiva, la stessa che una settimana fa ha regalato il centrocampo all’Empoli e provocato una ferita ancora aperta. La good news? Il ritorno in campo del nazionale Di Lorenzo.  Arbitra Rapuano, riminese, originario della Campania, curve del Maradona stadio deserte. Partenza, tocco di Chiriches all’indietro, incombe Osimhen e colpisce il palo. Minuto numero due. Angolo battuto da Insigne, cross perfetto e al settimo Koulibali va in gol di testa. 1 a 0. Terzo gol del centrale azzurro. Il 2 A 0 al quindicesimo. Gol stagionale numero tredici di Osimhen, colpo di testa su cross di Insigne da calcio d’angolo. La terza rete è firmata da Lozano. Recupero di Mertens, assist di Osimhen destro secco del messicano al minuito 19. Due minuti dopo il quarto gol con il marchio di fabbrica di Ciro Mertens. Suggerimento di Mario Rui, destro ficcante ed è il 4 a 0, al minuto 21. Si dice “la palla è tonda” per sottolineare che è un oggetto del desiderio indecifrabile e può combinare il bello scherzo di trasformare il Napoli dal disastro di Empoli nel 4 a 0 di un primo tempo dominato per 45 minuti su un Sassuolo irriconoscibile, inesistente, forse in clima vacanze anzitempo, sottolineato dal record negativo di  nessun tiro nella porta del Napoli. Resa incondizionata degli emiliani o impeto d’orgoglio degli azzurri? Bella domanda. Forse in sottofondo c’è anche la spinta a far bene per non rinunciare al premio sicuramente promesso da De Laurentiis per l’accesso diretto in Champions League. Fosse così, la serietà del professionismo dove sarebbe finita? Segnare quattro gol in cinque minuti è comunque un record. Nel Sassuolo Matheus Henrique per Djuricic. Fuori anche Scamacca per Defrel ed entra Ayhan per Chiriches.  Second time. Il Sassuolo sembra essere uscito dallo stato di ipnosi, ma è goleada azzurra. Combinazione di Ciro con Fabian e il 5 a 0 si deve a Mertens. Doppietta del belga, 148 esimo gol in azzurro, al minuto 54: cosa pensa Spalletti che lo ha tenuto in panchina per quasi tutto il campionato?  Si vede un po’ di Sassuolo, il Napoli non preme più sull’acceleratore. Primo impegno di Ospina su conclusione di Frattesi. Perde mordente la partita. Sesto gol, lo segna Osimhen, ma in fuori gioco. Magnanelli per Frattesi. Festival dei cambi, in puro stile Spalletti: Elmas, Demme e Politano per Osimhen, Fabian e Lozano a dieci minuti dal novantesimo.  Arriva il sesto gol e lo segna Raahmani (quarto gol), al minuto 80. Entrano Zanoli per Di Lorenzo e Ghoulam per Mario Rui (peccato, non si possono fare più di 5 sostituzioni, altrimenti Spalletti le avrebbe fatte).  Rimane panchinaro a vita solo Petagna e si augura certamente di trovare casa lontano da Napoli. L’uno a sei rende meno amara la sconfitta del Sassuolo. Al minuto l’87 segna Maxime Lopez. Niente over time e tutti sotto la doccia. Il commento? andrebbe affidato a un bravo psicanalista, o alle confidenze di un giocatore ben inserito nel gruppo degli azzurri e dotato di buon udito per captare dichiarazioni di spogliatoio top secret.