SCATENI. Meglio di niente. Napoli 2, Venezia 0


Articolo pubblicato il: 23/08/2021 11:51:29

Meglio di niente. Napoli 2, Venezia 0 Ricomincia l’avventura del signor Bonaventura, gli adulti di una certa età ricorderanno le strip con quello strambo personaggio, ma napoletani di tutte le età vivono il primo approccio con le avventure del signor Spalletti, della sua furbizia toscana che gli ispira frasi di appassionante feeling con la città dov’è approdato dopo molteplici e significative esperienze in patria e oltre le Alpi. Dal repertorio di lodi ammiccanti per Napoli e la squadra, Il nuovo tecnico degli azzurri, prodigo di lodi sperticate per Napoli è l’erede atteso alla prova del campionato di big del calcio come Benitez, Sarri, Ancelotti e direttamente di Rino Gattuso. Agganciato da De Laurentiis quando era fuori dal ‘giro’, senza contratto, Spalletti ha detto sì di getto, finora senza porre condizioni, talché l’avvio degli azzurri del torneo in fase di semilibertà dal Covid, propone per dieci undicesimi la formazione ‘Gattuso’ con l’aggravante del centro campo orfano di Demme, out per infortunio, e l’obbligata sostituzione con Lobotka, tosto mediano di copertura, che certo non è un centrocampista propositivo. C’è poi un’incognita, anzi se ne presentano due: se Manolas chiude la trattativa con il Panaitikos per tonarsene nella sua Grecia, allo stato attuale Spalletti disporrebbe solo dell’alternativa Raamhani al fianco di Koulibaly. E se uno dei due fosse indisponibile perché infortunato o squalificato? Incombe poi l’infinito traccheggiare del triangolo De Laurentiis-Giuntoli-Insigne sul futuro del capitano, leader conclamato della squadra. In attesa di sciogliere questi rebus, Spalletti, in effervescente forma dialettica si abbandona a ‘metafore’ di accattivante presa sul tifo napoletano, in stragrande maggioranza maschile. Con una definizione da film a luci rosse dice che guidare il Napoli è “arrapante!”. Il Venezia, neofita di serie A, con uno storico rientro in A1, arriva a Napoli (evviva 20 mila nello stadio di Fuorigrotta!) con il forfeit di sette giocatori out, gli squalificati Aramu, Mazzocchi, Modolo, Vacca, l’infortunato Crnigoi, Busio e Ozereke alla prese con il completamento delle pratiche burocratiche. Arbitro è il bolognese Aureliano (Aureliano chi?), al Var Peretti. Teletrasmette il match Dazn e si spera che abbia risolto le imperfezioni tecniche della messa in onda. Altra atmosfera nello stadio napoletano con i ventimila fortunati che si sono assicurati un biglietto. Siamo ammirati dall’offerta con adeguato. Per avere la prima immagine, statica con il cerchio in perenne inutile movimento si deve fingere che la partita sia iniziata, mentre è già al decimo di gioco, poi micidiale alternanza di neri, cerchi e immagini fisse. Una cosa da fegato a pezzi. Dazn è un esempio clamoroso di incapacità e mezzi di ripresa e diffusione molto approssimativi. Per un tempo infinito il canale avvisa che c’è un problema di collegamento con il network enon lo risolve. Per molti minuti a tutto schermo e ovviamente in fermo immagine compare il primo piano di un giocatore del Venezia. Praticamente uno spot del soggetto, ripreso a lungo. Tra un’immagine fissa, un infinito intervallo del famigerato cerchio che gira e la successiva, sempre statica, trascorrono invano minuti di gioco inesistenti per i poveri utenti di Dazn. In compenso un fermo fotogramma mostra due bambini in tribuna intenti a mangiare un gelato. Anche loro immobili. Replay del giocatore del Venezia in primissimo piano, che ci regala uno sguardo smarrito per il suo involontario immobilismo. Il rientro negli spogliatoi degli azzurri per l’intervallo è tutt’altro che a testa alta. Già con Osimhen non è stato un Napoli dal gioco spettacolare, certamente privo di personalità alla Spalletti. Anzi privo di personalità e basta. Osimhen, classe a parte, non è la prima volta che reagisce a contrasti di gioco con nervosismo e stasera l’intemperanza è costata espulsione e inferiorità numerica. Le occasioni per andare in gol degli azzurri si riducono a un paio di calci di punizione, non ottimizzati da Insigne. Il Venezia, dopo una prima fase di giustificata prudenza, capisce di poter sfruttare la superiorità e si  fa intraprendente, ma zero pericoli per Meret. Insomma, 45 minuti di mediocrità del Napoli e poco altro. Aggravante,  che preoccupa,  è certamente l’infortunio al minuto 35 di Zielinski, che cede il ruolo a Elmas. Vedremo Petagna al centro dell’attacco e il sacrificio di un centrocampista? Dazn fa progressi: dopo l’immagine di giocatore del Venezia propone con eguale risultato una posa fissa di Fabian Ruiz. Fantastico. Si riparte.  Quattro cartellini gialli per i veneziani, uno anche per un nervoso Spalletti al via della ripresa.  Quinta ammonizione per il Venezia. Entra Svoboda per Ebuei. Giallo anche per Fabian, orgia di cartellini! Spalletti sistema la squadra con lo schema 4-1-4. Caldara, commette un’ingenuità estrema: tocco di mano in area di rigore su crosss di Mario Rui. Insigne sulla lunetta e il pallone finisce in curva. Ci mancava solo questa. Di Lorenzo con un’incursione fantastica in area. guadagna un secondo rigore per mani di Ceccaroni. Ci riprova Insigne, spiazza Maenpaa e stavolta pallone in rete. È il minuto 62. 1 a 0. Cambi Venezia, fuori Di Mariano per Sigurdsson e Fiordiliso per Tessmann. Squadra più offensiva? Conclusione micidiale di Johnsen, che colpisce il palo esterno. Paura!  Fuori Politano entra Lozano, fuori Fabian dentro Gaetano al minuto 71. 60 secondi dopo raddoppio degli azzurri con Elmas su assist in area di Gaetano. 2 a 0.  Sesto giallo per il Venezia. Fuori Heymans per Dezi e Pertz per Gallazzi. Che dire, con un uomo in meno e senza il terminator Osimhen il Napoli se la cava. Per valutare che squadra è bisognerà aspettare giudizi più attendibili. Petagna per Insigne per il finale.