SCATENI. Povera Salernitana, auguri di buon futuro. 1 a 4 dal Napoli


Articolo pubblicato il: 23/01/2022 17:15:08

Voci, indiscrezioni, profezie, statistiche, analisi di strategie, valori in campo, motivazioni, suggerimenti: offusca ogni cosa del prepartita il velenoso voltafaccia di tifosi e appassionati del Napoli. Nello stadio di storici, reiterati sold out, del tutto esaurito del San Paolo gremito e  non solo al tempo magico degli scudetti, di Maradona, prima ancora di Jeppson, Vinicio, dello smagliante azzurro Sarri...in questo stadio inospitale, malandato, coperto di ferro malmesso che non ferma neppure la pioggia, mono uso,  La giornata del pallone, in questa fredda domenica di gennaio - si legge - no regge neppure la concorrenza con i piccoli impianti, che al loro meglio ospitano più spettatori dei tremila che proveranno invano a compensare lo squallore dei tremila paganti disseminati sulle gradinate dello stadio di Fuorigrotta. Intendiamoci di attrattivo il derby campano ha poco, forse niente e il costo dei biglietti è proibitivo per molti. Di là dalla voragine tecnico-tattica, che divide Napoli e Salernitana, il match - si legge ancoora - di primo pomeriggio domenicale paga in buona misura gli stop all’affluenza negli stadi e non meno l’andamento bislacco degli azzurri, che pur con le attenuanti di contagiati da Covid, infortunati e prestati a squadre del continente nero per la coppa d’Africa, anche a pieno organico ha denunciato alti e bassi incompatibili con obiettivi prestigiosi. Le tormentate vicende della squadra ‘licenziata’ dal Lotito raccontano che alla nuova proprietà spetta ricordare il “Ricomincio da...” di Massimo Troisi, cioè da zero. Chi ama questo sport, con adeguato sconcerto si chiede “ma che partita è con l’organico della derelitta squadra affidata alle cure impossibili di Colantuono, per provare a schiodare la Salernitana dai dieci punticini che la confinano nell’ultima casella venti di serie A e soprattutto se decimata dalla pandemia, priva per motivi vari di Ribery, Djuric e di una decina di contagiati? E va bene, si fa per dire, Spalletti, oltre allo scontato esito del derby, spera in “Speriamo che me la cavo”, che il Napoli, tarato il valore dei granata, si mostri vincente, ma anche bello da vedere. Con la vittoria - spiega - gli azzurri guadagnerebbero due punti nei confronti dell’Atalanta e altro su Milan e/o Juventus che si scontrano stasera. Arbitra il torinese Pairetto e speriamo che da piemontese non ‘amico’ della Juve. Con lui solo vittorie del Napoli. Azzurri in maglia dedicata all’amore, blu che dà in azzurro. Un minuto di raccoglimento per ricordare Gianni Di Marzio scomparso ieri a 82 anni. Sole e 10-12 gradi di temperatura al Maradona Stadio. Ritmo lento nei primi minuti. Occasione per Fabian al minuto 11, servito da Mertens. Lob, Belec manda in angolo, il terzo per il Napoli. Segna - racconta - al 18esimo Guilherme Nunes Jesus (sinistro raso terra), gol convalidato su indicazione del Var che nega un fallo di mano di i Elmas. 1 a 0. Diventano 5 i corner per il Napoli. Fino al 20esimo zero Salernitana, partita senza storia. Nessuna ragione per entusiasmarsi, ma voilà, un’unica ripartenza sostanzia il pari della Salernitana. Ripartenza e azione perfetta. Obi per Kechrida, cross dalla destra, deviazione di Bonizzoli ed è 1 a 1, al minuto 33. Napoli distratto. S’infortuna Schiavone, gli subentra il polacco Jaroszynski. Granata intraprendenti, galvanizzati dal gol del pari. Napoli in difficoltà. Due di recupero. Elmas - si legge - a un niente dall’intervallo in azione solitaria entra in slalom nell’area della Salernitana Veseli, lo spinge a terra. Dubbi? Pairetto non ne ha: rigore, Mertens spiazza Belec ed è il 2 a 1. ‘Ciro’, settima rete in campionato. Spogliatoi. Non un gran Napoli, ma meglio di niente. Idea matta? Perché non invertire i termini della questione e iniziare con Osimhen, mettere in sicurezza la partita e magari risparmiarlo nella seconda frazione di gioco?  E per il primo tempo Petagna con Mertens nella ripresa? Second time, entra Insigne per un Lozano non granché. A due minuti dal via assist di Mertens e gol di Rahmani, al 47esimo, terzo in campionato. 3 a 1. Veseli con la mano in area, su tiro a giro di Insigne. Rigore. Insigne sul dischetto, 4 a 1, minuto 53 e gol numero 144 dell’azzurro. Doppio giallo per Veseli, espulsione, Salernitana in dieci, povero Colantuono. Due rigori e un espulso sono una tragedia per chiunque, ovvio il tracollo dei granata. In riscaldamento Osimhen, Politano e Demme. A questo punto - continua - è giusto alternare i giocatori in vista degli impegni futuri. Russo per Vergani, decide Colantuono. Politano e Osimhen per Mertens e Fabian. Fosse possibile, in presenza di superiorità schiacciante l’arbitro dovrebbe essere autorizzato a fischiare la fine della partita. Sarebbe il caso di Napoli-Salernitana. Escono Mario Rui e Di Lorenzo, dentro Zanoli e Ghoulam. Il Napoli non infierisce, giusto così. Simy per Bonazzoli. Con due rigori e in undici su dieci, per mezz’ora li uomini di Spalletti superano senza la minima difficoltà i cugini salernitani, privi di nove contagiati Covid. Bene, così - conclude.   

Luciano Scateni