SCATENI. Povero Collodi: Pinocchio? Un bugiardo dilettante


Articolo pubblicato il: 11/05/2019 13:20:33

È il festival dei bugiardi, è corsa all’Oscar della menzogna. In serrata competizione sgomitano per conquistarlo il number one della gara, mister Trump, ma gli morde i calcagni la truppa di competitor italiani. In netto vantaggio è il valpadano Salvini. Emma Bonino, intervistata da Sky: “Salvini è uno spacciatore legalizzato di bugie”. Pieno di sé, come un otre gonfio d’aria, l’uomo del Carroccio, che invece di governare saltella qua e là nel tentativo di raccattare consensi, osa scendere al Sud, che per anni ha insultato. Lo scenario: comizio a Catanzaro e illusione presto smentita di un bagno di folla. Il tapino non se l’aspettava e si è trovato a fronteggiare la più articolata contestazione da quando ha iniziato il tour pre elettorale delle europee. Striscioni, slogan, urla, fischi, lo hanno lo innervosito, tanto da esasperare la volgarità del suo abituale linguaggio, da convincerlo ad abbreviare drasticamente i tempi del comizio. “Vai via”, “Buffone, vai a casa tua”, “Catanzaro è antifascista” “Catanzaro non ti vuole”, “La lega è una vergogna”, “Mai con Salvini”, “Il sud non dimentica”. E Salvini: “Moscerini rossi, zanzare”. Agli studenti attivamente presenti in piazza “Mi hanno insegnato che quando non sei d’accordo, tu ascolti, e parli dopo o ti togli dalle palle”. I Vigili del fuoco contro: “Questo buffone si appropria di una divisa per i suoi spot”. Non gli va meglio quando per ingraziarsi gli astanti indossa una sciarpa del Catanzaro calcio. Seppellito dai fischi. Non è la sua giornata.

Messo alle strette dai 5Stelle s’inventa un decreto sicurezza 2 e in uno degli incredibili capitoli configura una chiara istigazione all’omicidio. Dice infatti che per ogni migrante salvato nel Mediterraneo ci sarà una multa di 3.500/5000 euro, che in altre è un deterrente per lasciar morire uomini, donne e bambini per non incorrere nelle sanzioni. L’arroganza del ministro degli Interni non conosce limiti. “Comando io”, proclama con piglio alla Mussolini e con il decreto bis modifica il Codice della navigazione per sottrarre le competenze sui porti e le acque territoriali al legittimo ministero delle infrastrutture, per aggregarle al Viminale. Oordina il sequestro della Mare Jonio che ha salvato altri migranti dalla morte. La procura di Agrigento smentisce la notizia di indagini sull’equipaggio della nave Ong. Lo sbarco dei migranti salvati dalla Mare Jonio è accolto con applausi a Lampedusa, ma nel tragico scenario del Mediterraneo, tomba di migliaia di profughi, si iscrive l’ultimo dramma di 70 uomini donne e bambini morti per l’affondamento di un gommone al largo della Tunisia.

Di tutto questo gli abbonati della Rai, cioè la totalità degli italiani, non hanno avuto notizia. I telegiornali di prima serata e non solo, benché al corrente delle contestazioni di Catanzaro a Salvini, le hanno ignorate. L’omertà del Tg1 non sorprende. Sangiuliano, direttore in quota leghista, deve onorare le cambiali firmate per ottenere la guida del notiziario più ascoltato della rete ammiraglia…, ma gli altri? Si sono adeguati, per non disturbare il “manovratore”.

Al ‘je accuse’ della Bonino, ha fatto eco Mario Monti, ospite di Lilli Gruber: “"Più che chiedersi perché Salvini stia perdendo consensi, bisogna chiedersi come mai fossero così alti prima. Agli italiani i prepotenti non piacciono. C'è stata una volta in cui l'Italia ha accettato un duce, ma i ducetti o riescono a ottenere risultati o perdono velocemente consensi" (com’è successo a Mussolini, ndr).

Conte, intervistato da El Pays: “Se, da fuori o all'estero, richiamano di più all'attenzione le dichiarazioni o l'immagine di Salvini, che ha una grande capacità di comunicazione e si crede che nel governo comandi lui, è una vostra illusione ottica".

Nessun presidente della Rai si è mai arrogato il ruolo di selezionatore dei giornalisti in odore di santità professionale, ossia di vocazione cattolica. Introduce questo test attitudinale mister Foa, in quota Lega, discusso per conflitto di interessi, in quanto padre del giovanotto assunto nello staff di Salvini a cui il presidente deve la nomina Rai e come titolare dei due ruoli di presidente della Rai e di Rai Com, abbinamento incompatibile. Cosa maschera l’intenzione impropria del numero uno di viale Mazzini, a cui non spetta di pronunciarsi sulle assunzioni di giornalisti e men che mai di raccomandare che alla domenica a vadano a messa? A chi ha conoscenza storica dell’azienda di Saxa Rubra, è noto che le tutte le selezioni per assumere i giornalisti sono state vinte in forti percentuali da redattori di sinistra, che non tifano certamente per la Lega. Foa (emissario di Salvini) con una mossa illecita vorrebbe promuovere un’infornata di giornalisti di provata fede destrorsa, benché di programmi religiosi in Rai ce ne siano a iosa, di vecchia e nuova militanza, quest’ultima del tipo ‘attacca l’asino dove va il padrone’.

Il Rai number one è in debito. Deve a Salvini il ruolo di presidente e non meno l’assunzione del figlio nello staff del ministro. Come ricambiare? Con l’immissione di soldatini di piombo travestiti da giornalisti, da catechizzare perché cantino tutti in coro “è bello sapere che Salvini c’è”. Foa finge di non sapere che la Rai è già canonizzata, nel contesto generale dell’informazione e in tutti i Tg/Gr. Egli non dice, perché privo di risposte convincenti, che la Rai ignora il capitolo della Costituzione, laddove si prescrive la parità di razze, lingua e religione, secondo il dettato o dei suoi padri, largamente disatteso. “Chi li ha visti” e sentiti i servizi speciali, le news da telegiornale su valdesi, musulmani, buddisti? Nessuno, altrimenti perché tanti abbonati si sintonizzerebbero su Tg1, Tg2 e in parte Tg3 solo una ventina di minuti dopo l’inizio, cioè quando i rispettivi telegiornali hanno appena esaurito di esprimere gioia, felicità e soddisfazione per il bello del governo gialloverde. Rifletta Foa, se sa e se può, sui sorprendenti riscontri di auditel. “Geo”, intelligente, sobrio programma di Rai 3, supera gli ascolti della “Vita in diretta”, guazzabuglio televisivo per metà ‘mattinale’ delle Questure italiane, che racconta la cronaca nera di giornata, istruisce processi e per tre terzi è stracolmo di gossip.