SCATENI. Sbirciando qua e là


Articolo pubblicato il: 21/12/2017 15:21:32

Sfiderò indovini, paragnostici, lettori della mano e delle pose di caffè, i veggenti, certo di un clamoroso ko a mio vantaggio: Allorché il pentastellato Di Battista, volpe del duo gatto-Di Maio, annunciò con acconcia enfasi la meritoria rinuncia a un secondo mandato parlamentare. Sstupì le compagini politiche avversarie e indusse choc devastanti nel club dei sempre presenti tra Camera e Senato, noti candidati alla rottamazione, ma avvitati saldamente agli scanni di Palazzo Madama e Montecitorio.

Che colpo ragazzi, un ceffone sonoro ai parlamentari a vita. L’esternazione del giovanotto avvenne in concomitanza con la caduta verticale di consensi per la Raggi e con maliziosa insinuazione collegai i due eventi. Vuoi vedere che Di Battista mette in cassa l’apprezzamento per l’esodo dal parlamento e poi lo spende come candidato alla successione della sindaca?

Basta aspettare. In questi giorni la Raggi esibisce coerenza con le regole grilline che escludono secondi mandati da sindaco e commenta: “Già arrivare alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo”. Condividiamo, prima va via e meglio sarà per Roma. Contemporaneamente, circolano voci autorevoli sulla successione di Di Battista al Campidoglio. Perciò spero nel diploma in chiaroveggenza con voto massimo e bacio accademico. Nel frattempo le credenziali di Di Battista ricevono una sottrazione parlamentare in aula. Chiede la parola e attacca la Boldrini sulla scottante questione dei vitalizi, ma è un’interferenza illecita perché avrebbe diritto a parlare solo di regolamenti parlamentari. La Boldrini lo richiama un paio di volte, Di Battista urla e non accetta di zittire, non resta che espellerlo e il pentastellato esce dall’aula.

Ho provato. Spaghetti aglio, olio e peperoncino, una fettina di carne ai ferri, una mela, una Peroni mignon. Ho masticato poco, per non sprecare secondi preziosi, la birra è scesa nel stomaco in tempo record, ho mangiato la mela con la buccia per accelerare le operazioni e ho consultato il cronometro: diciotto minuti dall’inizio del pasto. Ho bocciato la direttiva ministeriale che vorrebbe ridurre a dieci minuti il tempo della pausa pranzo degli statali. Ci provi il ministro prima di inserire la norma nel contratto di lavoro.

E’ un tipino da mettere in cornice e appendere la foto nel salotto buono. Lo merita Berlusconi post restauro in Spa dei super Vip. Sbalordisce sempre l’ex cavaliere. Si libera di un sua creatura prediletta, la sbologna ai cinesi con sostanzioso profitto pecuniario e sta a guardare l’effetto che fa. Il Milan sbanda, smarrito, Montella, tecnico voluto da Berlusconi, perde colpi ed è esonerato (ma è bravo, è altro che non va), subentra Gattuso e va peggio di prima. L’ex cavaliere, che ha scelto l’esodo dalla società, si ripropone nel ruolo, ora improprio più di prima, di allenatore a latere e bacchetta Gattuso "Non sono d'accordo sull'utilizzo di alcuni giocatori e sul modulo usato in questo periodo, non è possibile giocare con una sola punta. La soluzione? Semplice: due attaccanti con Bonaventura trequartista. Una di queste punte dovrebbe essere Suso, mentre Bonaventura dovrebbe giocare alla Kakà, non è così tanto inferiore al brasiliano. Con il modulo attuale i nostri due top player, Suso e Bonaventura, cui va aggiunto un terzo fuoriclasse che abbiamo, cioè Donnarumma, sono destinati a fare le ali e giocano troppo lontani dalla porta". C’è da coprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale? No problem, Berlusconi.

Confesso, mi piacerebbe entrare nella memoria dei computer di gran parte dei parlamentari italiani e scoprire l’uso improprio che ne fanno in aula. Tra un’interrogazione e l’altra guardano foto e video porno, l’ultima puntata di un fiction, un film perso in tv? Peccato, curiosità da reprimere, non si può spiare nel disco rigido dei loro pc. E’ stato possibile indagare quello di Damian Green, vice primo ministro inglese, numero due dell'esecutivo britannico guidato da Theresa May. Si è dimesso. Informa la Bbc che vi è stato costretto dopo la scoperta di un archivio di foto porno nel suo computer di deputato. Come si dice “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Luciano Scateni