SCATENI. Scandalo in diciotto righe


Articolo pubblicato il: 18/03/2018 13:22:28

Avviso ai napoletani affezionati lettori di “la Repubblica”: continuate pure a preferirlo, ma sappiate che la redazione sportiva centrale del quotidiano fondato da Scalfari è razzista. Balle? Ho segnalato innumerevoli volte la scelta, per Napoli penalizzante, di emarginare la squadra di calcio potenzialmente campione d’Italia in spazi angusti, a fronte di titoloni e pagine intere riservate al triangolo calcistico Torino (Juve), Milano (Inter, Milan), Roma. Giudizio di parte, il mio? Giudicate voi. Stasera Napoli-Genoa, forse decisiva per capire se per gli azzurri di Sarri sono intatte le aspirazioni al tricolore, guardate come presenta il match “la Repubblica”. Con meno di 18 righe in uno striminzito colonnino, senza neppure le formazioni:

[attenzione, inserire qui il colonnino dell'allegato]

Ci fermiamo a questo, ma la denuncia di razzismo si potrebbe estendere a quotidiani, periodici sportivi e non. Non fosse un’idea blasfema, verrebbe voglia di importare dalla Padania gli empiti secessionisti, ma in chiave meridionalista, di un Sud rigenerato da ampia accoglienza all’industria mondiale delle tecnologie del futuro, dalla valorizzazione del patrimonio ambientale, storico, artistico e perché no, dalla dichiarazione di area free tax da Napoli a Palermo. Il risveglio è brusco. Verona, Bergamo, Milano e Roma del calcio consentono alle rispettive tifoserie insulti da trivio contro Napoli e la sua squadra, tre quarti del nord espone cartelli razzisti del tipo “non si affitta ai meridionali” e non succede niente.

Un commentatore di Sky sport (uno dei tanti giornalisti sportivi soggiogati dal potere Fiat-Juve): “Che senso ha dire che il Napoli può scavalcare la Juventus? Per farlo deve vincere tutte le partite che mancano alla fine del campionato e non è facile”. E’ vero, signor sa tutto nordista, ma è altrettanto vero che anche la Juventus deve vincere tutte le sue partite e se è la squadra che ieri ha pareggiato con la piccola Spal, non è detto che ci riesca.

 

Luciano Scateni