Scateni. Sogno di una Befana globettroter


Articolo pubblicato il: 06/01/2017 16:09:58

E’ molto italiano il rito della vecchina che nottetempo riempie calze e calzettoni di caramelle, da qualche tempo di smartphone e  simili oggetti del desiderio collettivo, ma anche di carbone zuccherino, simbolo di punizione per chi compie marachelle o peggio. Peccato che sia ricorrenza prevalentemente nostrana: comunque compensiamo con la fantasia, che non ha confini territoriali, i limiti i suoi geografici. Il sogno racconta di una calza di smisurate dimensioni, tanto da contenere  tonnellate di carbone, ma di quello vero, non dolciario, da consegnare a chi lo ha ampiamente meritato nell’anno appena concluso. Pezzi di grande portata finirebbero nelle mani sporche degli hacker russi che hanno consegnato agli Stati Uniti il peggior soggetto di quel Paese per essere rappresentati nel mondo. E’ malato di ingenuità chi ha pensato che Obama avesse bluffato svelando intromissioni di hacker russi nel voto per le Presidenziali americane o che i sospetti sull’amicizia di Trump-Putin fossero solo questione di superficiale, reciproca, empatia. Un documento della Cia  con i  nomi dei funzionari russi implicati nella gravissima vicenda che avrebbe  clamorosamente contraddetto tutti i sondaggi favorevoli a Hillary Clinton, sarà consegnato da Obama  anche a Trump. Ancora carbone in gran quantità a Donald Trump che nomina ministro un magnate guarda caso in affari con la Russia e proclama strategie autarchiche, per ora nei confronti delle case automobilistiche minacciate di alte tassazioni se decentrano la produzione al di fuori dell’America. Con il carbone sarebbe auspicabile consegnare anche un biglietto di accompagnamento con la domanda “Scusi, herr tycoon, se avesse ragione la sua autarchia economica  dovremmo a nostra volta boicottare Coca-Cola,  chewingum e affini made in Italy per conto delle multinazionali americane?” Per dosare con oculatezza la quantità di carbone da recapitargli, sarebbe interessante conoscere l’opinione del neo Presidente sull’ospitalità riservata dai cosiddetti paradisi fiscali ai suoi investimenti e a quelli dei miliardari di cui si va circondando per la nascita del governo. Nell’ordine, interesserebbe una sua nota analitica sull’arcipelago dell’evasione, costellato di isole esentasse. Il primo posto è delle Bermuda, che offrono l’allettante incentivo di zero tasse sui redditi d’impresa, luogo prediletto di molte multinazionali. A seguire i Paesi Bassi, Singapore e l’Irlanda, dove Apple elude tributi per 13 miliardi di euro, il Lussemburgo, Curacao, isola caraibica, l’isola Jersey, le Barbados, le Mauritius, le isole Vergini, Cipro.

Trump sarebbe in buona compagnia con il turco Erdogan e le mille ambiguità del suo governo, in balia della degenerazione di spinte e controspinte interne, alle prese con attentati firmati dal  terrorismo del Califfato e dagli estremisti del Pkk,  con i sospetti su forniture di armi all’Isis e sull’acquisto clandestino del suo petrolio;  con la barbarie della  libertà di espressione soffocata. Chiusi tutti i giornali scomodi, in carcere   giornalisti, docenti, dissidenti. Carbone per il ricatto all’Europa (euro in quantità per non chiudere le frontiere e respingere i migranti).

Calza piena anche per la combriccola 5Stelle, piena di carbone. Per Grillo che incrementa i quattro passi sotto braccio con la destra dii Salvini. Dopo il comune “Fuori dall’euro” e la sintonia con la Lega per l’espulsione in massa dei migranti, ecco le cataste di legno da ardere pronte a eliminare tra le fiamme dell’inferno direttori e giornalisti di quotidiani, radio e Tg, periodici d’informazione italiani. La crociata ha come nemico da abbattere i media, imputati di manipolare o nascondere notizie scomode per il governo, perché aficionados di “bufale”. L’idea del guitto alla testa dei pentastellati? Una giuria di cittadini estratti a sorte che emettano verdetti sull’attendibilità della stampa. A intenzioni censorie, l’acume di Michele Serra risponde per le rime con la  rubrica “Amaca” di oggi. A proposito di meningite e qualche titolone sulla vicenda “l’abominevole menzogna razzista  di Forza Nuova che attribuisce il contagio ai migranti (dagli all’untore)”. Nel merito della tribunale del popolo sulla correttezza dell’informazione interviene il giornalista Nardelli autore di un’inchiesta che fa i conti in tasca agli strumenti di comunicazione del Movimento: due milioni di seguaci di Grillo su Facebook, un milione sul sito di Casaleggio Tse Tse, altri chattisti abituali di “La Fucina”, “La Cosa”, tutti collegati con  il sito del comico. Come funzionano? “Per esempio”, spiega Nardelli, “Tse Tse ha pubblicato un articolo che parla degli scafisti che portano i migranti i Italia e sarebbero finanziati dal Dipartimento di Stato americano. La storia nasce su un sito di estrema destra austriaca, poi passa su un blog di estrema destra italiano, quindi è ripresa da quello russo Sputnik e finisce su Tse Tse, spesso condivisa da Grillo. Ecco confezionata una vera bufala”. Buona Befana…
Luciano Scateni