Tra C. ed Arnone, C. Volturno, S.Tammaro, Cesa, S.M. La Fossa, Grazzanise e Gricignano. "Sorprese ad esercitare attività venatoria illecitamente", 16 persone nei guai






Articolo pubblicato il: 13/11/2020 16:51:50

Questo parte della nota stampa del Comando Provincile dei Carabinieri di Caserta:

"I Carabinieri Forestale del S.O.A.R.D.A. di Roma e del N.I.P.A.A.F. di Caserta denunciano 16 persone all’Autorità Giudiziaria e sequestrano: 15 fucili da caccia, un centinaio di cartucce calibro 12 cariche, decine di richiami acustici elettromagnetici, 33 esemplari di avifauna selvatica abbattuta, sia cacciabile che protetta, e svariate attrezzature utilizzate dai bracconieri per l’illecita attività venatoria."

"Sono stati eseguiti in questi giorni, sul territorio della provincia di Caserta e località limitrofe, mirati servizi antibracconaggio, volti alla prevenzione e repressione dei reati in danno della avifauna selvatica migratoria, da parte dei Carabinieri Forestali appartenenti al Reparto Operativo S.O.A.R.D.A. (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno
degli Animali) di Roma, coadiuvati dal personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale –N.I.P.A.A.F., operante nell’ambito del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta. -Si legge nella nota- Al setaccio, in particolare, gli areali campestri dei comuni di Cancello ed Arnone, Castel Volturno, San Tammaro, Cesa, Santa Maria La Fossa, Grazzanise e Gricignano d’Aversa, zone, anche umide, storicamente interessate dal fenomeno illegale della caccia di frodo in quanto, per le loro naturali caratteristiche morfologiche, rappresentano, in questo periodo dell’anno per i volatili provenienti dal nord Europa, dislocate lungo le rotte di migrazione e luoghi sicuri in cui rifocillarsi e riposare. Sono stati sequestrati complessivamente 15 fucili, 12 richiami acustici completi di batteria, un centinaio di munizioni inesplose e svariato altro materiale generalmente utilizzato per la caccia illegale. Per quanto concerne l’avifauna selvatica abbattuta, i militari hanno sottoposto a vincolo reale esemplari di volatili sia appartenenti a specie cacciabile che protetta: in particolare sono stati rinvenute 27 allodole, un beccaccino e una alzavola, mentre, per le specie protette, sono finite nel mirino dei bracconieri una cutrettola, una pispola e due pivieri dorati. L’operazione ha consentito di deferire, complessivamente, all’Autorità Giudiziaria delle Procure di S. Maria C.V. e di Napoli Nord, nr. 16 persone, sorprese dai militari ad esercitare l’attività venatoria illecitamente, ovvero avvalendosi di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico riproducenti il verso dei volatili allo scopo di attirarli con l’inganno ed abbatterli più agevolmente. -Si legge nella nota- I militari hanno anche verificato che, in taluni casi, i bracconieri, al fine di rendere l’arma maggiormente offensiva, avevano anche omesso di inserire nella canna il cosiddetto riduttore, idoneo accorgimento tecnico che serve a rendere la capienza del serbatoio-caricatore a soli due colpi, così come previsto per la legge. I bracconieri, sorpresi in flagranza di reato, sono tutti uomini ... , nonostante le restrizione di cui alla all’emergenza epidemiologica sanitaria attuale: a quattro cacciatori di frodo, infatti, peraltro, si è anche applicata la sanzione amministrativa pari ad Euro 400,00 per non aver rispettato le limitazioni provinciali di allontanamento dalla residenza o dal domicilio abituale di cui all’Ordinanza della Regione Campania n. 89 del 05 novembre 2020, attualmente vigente."