Questo il comunicato stampa diffuso dal Sindaco di Trentola Ducenta Michele Apicella: "In merito alla riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale e al trasferimento della relativa sede da Trentola Ducenta a San Marcellino, riteniamo necessario fare chiarezza - si legge nel comunicato - senza alimentare polemiche sterili ma senza neppure nascondere la nostra posizione: non condividiamo questa scelta e respingiamo con fermezza decisioni calate dall’alto che finiscono per penalizzare pesantemente la nostra comunità.
Da tempo Aversa, Trentola Ducenta, Frignano, Lusciano, Parete, San Marcellino e Villa di Briano fanno parte della medesima organizzazione sanitaria del Distretto 17/19. Negli ultimi anni abbiamo già assistito - si legge ancora - alla chiusura del presidio di Parete, che ospitava Medicina Legale e altri servizi, e al trasferimento ad Aversa della UOPC di Lusciano, punto di riferimento importante per le attività commerciali e per la popolazione, anche in ambito vaccinale. Oggi prendiamo atto di un’ulteriore scelta che impoverisce - si legge ancora - la presenza dei servizi sanitari sul territorio.
Non basta richiamare classificazioni, modelli organizzativi o la distinzione tra strutture “hub” e “spoke” per considerare accettabile qualsiasi decisione. Quando si interviene su un servizio essenziale e radicato da decenni in una comunità - si legge ancora - il territorio merita ascolto, confronto e rispetto. Non possiamo accettare che scelte di questa portata vengano assunte senza un adeguato coinvolgimento delle comunità che ne subiranno direttamente le conseguenze.
È grave che decisioni capaci di incidere così profondamente sull’assistenza sanitaria dei cittadini vengano assunte senza tenere nella dovuta considerazione le esigenze di Trentola Ducenta. Chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe avere il dovere di tutelare l’equilibrio dell’intero comprensorio, non di consentire che un territorio venga rafforzato a discapito - prosegue il comunicato - di un altro. Decisioni di questo tipo rischiano inoltre di compromettere quei rapporti di leale collaborazione e di reciproco rispetto che dovrebbero caratterizzare i rapporti tra istituzioni e comunità vicine.
Questa Amministrazione si è fatta sentire e si è battuta affinché i servizi presenti a Trentola Ducenta non venissero depotenziati, rappresentando nelle sedi opportune la necessità di individuare soluzioni diverse. Ai cittadini, però, va detta la verità: l’organizzazione e la localizzazione dei servizi sanitari sono competenze - si legge ancora - dell’ASL. Un Comune può sollecitare, proporre, rivendicare e difendere il proprio territorio, ma non può sostituirsi all’Azienda sanitaria nelle decisioni che formalmente le competono.
Questo, tuttavia, non significa accettarle in silenzio. Chiediamo all’ASL di riconsiderare una scelta che giudichiamo penalizzante e di aprire un confronto vero con il territorio, perché la riorganizzazione dei servizi non può tradursi semplicemente - si legge ancora - nella loro sottrazione a una comunità.
Su una materia delicata come la sanità servono serietà e chiarezza, non strumentalizzazioni. Chi oggi tenta di attribuire al Comune responsabilità che non gli appartengono, trasformando una decisione dell’ASL in uno strumento di propaganda politica, fa demagogia e non rende un servizio alla verità né ai cittadini. Chi conosce le istituzioni sa perfettamente - prosegue il comunicato - dove risiedono le competenze e dove devono essere ricercate le responsabilità delle decisioni assunte.
Allo stesso tempo, non accettiamo che venga restituita l’immagine di Trentola Ducenta come di un territorio privo di servizi sanitari. Il nostro Consultorio registra numeri tra i più elevati dell’Agro Aversano per gli accessi di tipo infermieristico, grazie al lavoro di personale competente, propositivo e costantemente - si legge ancora - impegnato nell’ampliamento dell’offerta assistenziale. È una realtà che va sostenuta e valorizzata, non progressivamente indebolita.
Non siamo d’accordo con questo depotenziamento e continueremo a far valere, in ogni sede istituzionale, le ragioni della nostra comunità. Trentola Ducenta non chiede privilegi e non vuole sottrarre nulla agli altri: pretende semplicemente rispetto. E quando sono in gioco la salute e i diritti dei nostri cittadini, su quel rispetto non siamo disposti - si legge ancora - a fare un solo passo indietro".
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