"Senza velo" di Virginia Saccalupi: l'ultima pubblicazione dell'editore casertano Officina Milena






Articolo pubblicato il: 30/06/2020 18:42:48

 

Senza Velo è un romanzo LGBT, storico e drammatico scritto da Virginia Saccalupi – pseudonimo di una scrittrice del Centro Italia – e pubblicato dalla casa editrice casertana Officina Milena il 13 maggio 2020. La storia è ambientata nel passato, precisamente negli anni Settanta, e si svolge tra le mura di un convento/scuola religiosa della Toscana, con tre protagoniste principali: Agnese, suora emancipata che decide di togliersi il velo per amare una donna alla luce del sole, Veronica, una bambina anticonformista che cresce a contatto con le femministe dell’epoca, e Isabella, una suora mancata che sceglie di vivere una vita secondo i modelli imposti alla società, sposando un uomo che non ama davvero mentre i suoi reali desideri si indirizzano da tutt’altra parte; Isabella, infatti, ama le donne. Accanto alle tre protagoniste si muovono altri personaggi, perlopiù negativi: Michela, una religiosa che inganna le giovani ragazze, facendole innamorare al solo scopo di attirarle in convento e trasformarle in suore, e la Madre Superiora, una donna abietta, ostile al femminismo e disposta a tacere e a giustificare gli abusi di un prete pedofilo che ha molestato una bambina in un ascensore per mandare avanti il convento. Altri personaggi secondari affollano la storia scritta da Virginia Saccalupi e ognuno di questi gioca un ruolo preciso nella struttura del romanzo: c’è il bambino gay che manifesta sin da subito comportamenti effeminati, la ragazza che viene messa incinta troppo presto suscitando scandalo in paese, il bullo di turno che si pente delle sue azioni anni più tardi. Tutti questi personaggi si rincontrano anni più tardi e, insieme, tirano le somme della loro vita.

Le vicende delle protagoniste e delle varie comparse si intrecciano con le lotte di piazza di quegli anni per i diritti delle donne, specie il diritto all’aborto, e per la libertà sessuale. Attraverso una scrittura semplice ed elegante, una continua alternanza di punti di vista e uno stile narrativo che non scende mai nei particolari ma fa lavorare l’immaginazione del lettore, Virginia Saccalupi descrive perfettamente le atmosfere e sentimenti degli anni Settanta e affronta temi disparati: l’omosessualità, gli abusi sessuali, la pedofilia, le storture della Chiesa, l’ipocrisia, la superficialità, il peso delle convenzioni sociali. Un’opera letteraria che, seppur ambientata nel passato, è più moderna che mai.

Grazia Caputo