La dottoressa Simeone, infettivologa dell'ospedale "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta fa chiarezza sul vaiolo delle scimmie e, soprattutto, sulle modalità di trasmissione della malattia: "Innanzitutto va evidenziato che il vaiolo delle scimmie è sviluppato soprattutto nell'Africa centrale e in quella occidentale. E' una di quelle malattie che può essere trasmessa dagli animali all'uomo e normalmente ciò avviene per contatto diretto, attraverso anche ferite".
L'infettivologa spiega: "Per quanto riguarda il contagio da persona a persona è stato accertato che ciò può avvenire solo attraverso lo scambio di fluidi e liquidi. Nello specifico, quindi, attraverso rapporti stretti con una persona infetta, soprattutto secrezioni e fluidi corporei e quindi maggiormente nei rapporti sessuali. E' stato poi accertato che anche le goccioline di saliva possono trasmettere il contagio. Quindi anche parlare a distanza ravvicinata con una persona infetta ci espone al rischio di contrarre la malattia. Quello che possiamo assolutamente escludere è che il vaiolo delle scimmie, a differenza del Covid-19, non si può trasmettere per via aerea".
La dottoressa Simeone aggiunge: "La malatti si manifesta con febbre, cefalea e la presenza di tante macchioline sulla cute con evoluzione progressiva fino a diventare croste. Esiste un vaccino ma va valutato caso per caso. La malattia per i bambini e le donne in gravidanza è molto grave perché si tratta di soggetti più vulnerabili. Bisogna stare attenti anche se, ripeto, è una malattia che non si trasmette per via aerea".
Infine sottolinea: "Il malato deve stare in isolamento e controllato per 21 giorni. In questo caso la malattia può essere trasmessa anche attraverso lenzuola e pigiami. E non è vero che il vaiolo delle scimmie si trasmette più d'estate rispetto al periodo autunnale e invernale. E' una diceria".
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