Verso le Reg. Parte 'Io ho un sogno'. DE CRISTOFARO: "Garantire accesso al lavoro ed eque retribuzioni"






Articolo pubblicato il: 11/09/2020 15:14:44

Pubblichiamo nota stampa del candidato regionale Orlando de Cristofaro della lista Noi Campani:

"Parte 'Io ho un sogno', fino a 3000 euro per le donne campane. De Cristofaro: "Garantire accesso al lavoro ed eque retribuzioni"

Si è aperta da qualche giorno la possibilità per le donne campane di presentare domanda di partecipazione alla seconda edizione dell'iniziativa “Io ho un sogno”, che consentirà di prendere parte a corsi di formazione, master e corsi di specializzazione in Italia e in Europa con un contributo fino a 3000 euro. Una campagna aperta a tutte le donne di età compresa dai 18 ai 50 anni - si legge nella nota -, che ha permesso già a più di 2.500 persone di fruire di questa importante opportunità. “Il lodevole progetto della Regione - spiega Orlando de Cristofaro di "Noi Campani" - è finalizzato a valorizzare le competenze e le conoscenze delle donne, spesso ingiustamente svantaggiate sul lavoro.” “Una particolare attenzione - sottolinea l'architetto - viene riservata alle discipline del cosiddetto ambito STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), che registra ancora una bassa partecipazione femminile - si legge nella nota -. Senza parlare del gap nel mondo della libera professione, dove è ancora più marcata la disuguaglianza. I dati INPS raccontano infatti, un mondo al maschile in cui il reddito medio delle donne è quasi la metà di quello degli uomini.” “Le opportunità delle donne nel mercato del lavoro - continua - sono frenate da problemi di natura strutturale, barriere che costituiscono una vera e propria discriminazione e che devono essere superate per favorire la creazione di rapporti di lavoro stabili con retribuzioni dignitose.” “Il mio obiettivo - conclude il candidato alle regionali - è quello di incentivare progetti a favore dell'occupazione femminile, con particolare attenzione alle mamme, e di promuovere tavoli di confronto regionali in primo luogo con le aziende. Per poter garantire un più agevole inserimento nel mondo del lavoro ed eque retribuzioni a tutte le lavoratrici - si legge nella nota -, occorre necessariamente cambiare l'approccio culturale.”"