Volare, oh,oh. Genoa 0, Napoli 6, quasi da indigestione


Articolo pubblicato il: 27/09/2020 22:48:38

Volare, oh,oh. Genoa 0, Napoli 6, quasi da indigestione Vediamo: il dominio nel possesso palla degli azzurri è eredità del Sarrismo, l’inedito piglio offensivista (palleggio e verticalizzazione) potrebbe essere il prodomo di un Napoli alla Vinicio, di tanti gol e spettacolo garantito anche a costo di qualche sconfitta di troppo, in caso di eccessi del modulo ‘trazione avanti tutta’. L’analisi: emigrato Allan, uno dei migliori intercettori di centrocampo, in condizione sub ottimale Lobotka, suo più accreditato erede, Gattuso contro una formazione niente male, ma non super, qual è il Genoa di Maran, sperimenta l’ipotesi di un Napoli con baricentro molto alto, e bocche di fuoco potenzialmente da goleada. C’è poi in rilievo il ‘battesimo del volo’ per il fenomeno Osimhen sul tappeto verde del San Paolo, osservato da vicino dai mille fortunati scelti dagli sponsor per il privilegio di occupare i posti migliori dello stadio e c’è l’intoppo in zona Cesarini dei liguri, costretti dal Covid a raggiungere Napoli nel giorno della gara, orfani di Perin, portiere di alto profilo e del danese Schone, fermati perché positivi. Assente anche Criscito, infortunato. C’è l’empatia, alimentata dalla stima e dal buon carattere di Pandev, ma forse gli sarà preferito Pjaca. Attenzione alle incursioni di Zappacosta, al potenziale offensivo di Destro, (il Genoa alla prima di campionato ha strapazzato il Crotone con un sonoro 4 a 1), ma c’è anche consapevolezza del plusvalore degli azzurri, grazie alla perfezionata confidenza di dieci undicesimi della squadra con le linee guida di Gattuso e all’energia dirompente del giovane nigeriano Osimhen, all’interessante alternativa dei Ghoulam, Petagna, Politano, Elmas, Demme, Maksimovic. E Rrahmani? Per adesso, nessuna nuova su di lui. Aggiungere tre punti in classifica è comunque importante in assoluto e per gli azzurri di più: il calendario riserva loro un Juve-Napoli il 4 ottobre e un non meno impegnativo Napoli-Atalanta il 17 dopo la sosta per la nazionale. Arbitra Sacchi…pronti via, in una serata di vento impetuoso e pioggia, ma il terreno di gioco del San Paolo ha drenato bene la bomba d’acqua che si è abbattuta su Napoli. Nel Genoa, a sorpresa il debutto di Pellegrini. Parte in attacco la squadra ligure e fa possesso palla. Angolo per il Napoli al 5°, che resta in attacco. Primo colpo di testa di Osimhen al sesto, alto sulla traversa, ma si fa valere il suo metro e novanta. Nuovo tentativo del nigeriano da posizione molto angolata subito dopo. Il Napoli fa sua l’inerzia della partita. Per stazza Osimhen ha sempre la meglio nell’uno contro uno, prime conferme del suo talento. Al decimo grande azione di Mertens sulla sinistra, cross teso che Lozano alla Callejon intercetta. Tocco di prima, respinge Marchetti; tapin del messicano, uno a zero. Destro potente di Osimhen al 12esimo, la sventola finisce a lato. Troppa fretta di segnare, ma è tanto Napoli. Il Genoa, finora ha giocato solo nella propria metà campo. Primo attacco dei liguri con Zappacosta, conclusione agevole per Meret. Per un niente a Osimhen non riesce la deviazione in rete su cross perfetto di Insigne. Pericolo per gli azzurri al 18 esimo, gol mancato Leranger che da posizione più favorevole di un rigore, colpisce male e debolmente. Subito dopo Lozano al 19esimo vicino al raddoppio su assist ricevuto dal centro. Errore di mira da posizione molto favorevole. Purtroppo s’infortuna Insigne, ed esce soffrendo. Guaio muscolare e gli subentra Elmas. Gattuso deve rimediare al problema delle incursioni sulla sinistra di Pellegrini, che Di Lorenzo non marca stretto. L’uscita di Insigne mette fine all’esperimento di Gattuso delle quattro punte in attacco. Su punizione, ancora testa di Osimhen, ancora alto sulla traversa e si arriva al trentesimo. Due falli ignorati dall’arbitro (???). Il nigeriano forse spende troppo in fiato e gambe per pressare gli avversari, portiere compreso ed è un evidente spreco di energie. Il Genoa prova a reagire al gol di Lozano e impressiona favorevolmente la qualità di gioco impostato da Maran. Angolo per i liguri in fase di stanca degli azzurri. Spazza la propria area di rigore Osimhen ed è la prova che il Napoli soffre l’intraprendenza dei rossoblu. Faticano gli azzurri a tessere trame d’attacco. Guadagnano un angolo al minuto 44, Osimhen e Koulibaly sono in agguato, ma la difesa se la cava bene. Qualche secondo più tardi grandissimo destro di Osimhen, ma in fuori gioco. Comunque si confermata la sua vocazione per il gol. Due di recupero. Fallo su Lozano a un niente dal 45esimo. Uno a zero e tutti negli spogliatori, dove Gattuso avrà il suo da fare per chiedere agli azzurri maggiore efficacia nel contrasto agli attacchi di un buon Genoa, a cui non conviene concedere distrazioni. Second time. Cambio per Guttuso, Maksimovic per Manolas, evidentemente per un acciacco anche se lieve. Inizio fulmineo degli azzurri. Finta di Osimhen per Zielinski, palla a Elmas, che la restituisce al polacco, assist per il nigeriano, tacco di classe per il polacco e gol dopo 15 secondi dal via della ripresa. Due a zero grazie a una magia di un’azione perfetta. Elmas, perfetto al 51°, tiro immediato, ma debole. La forza degli azzurri, attaccanti a parte, è nella qualità offensiva dei centrocampisti. Bellissima conclusione di Lozano al minuto 52, grande parata di Marchetti, e occasione d’oro per Di Lorenzo in posizione tipica di Callejon. Testa e di pochissimo a lato. Entrano Pandev e Gaglione per Pellegrini e Zajc. Dilaga il Napoli: al minuto 57 Mertens, servito alla perfezione all’altezza dell’area di rigore, segna il suo gol numero 157 in maglia azzurra. 3 a 0. Con Elmas e il classico 4-3-3 il Napoli è irresistibile. Manca solo il gol di Osimhen. 4 a 0 e doppietta di Lozano al minuto 65. Errore di Pandev, passaggio laterale che arriva al liberissimo messicano: nessuna difficoltà a piegare Marchetti. Lobotka in campo e nel Genoa Berhami, altro ex azzurro. Crollo dei liguri, tre gol subiti in venti minuti. Minuto 69, percussione inarrestabile di Hysaj sulla sinistra, Elmas s’impossessa di un pallone difficile, s’invola, entra in area e fa 5 a 0. È goleada. Entra Politano, buca l’intera difesa dei liguri e trova il minimo spazio tra le mani di Marchetti e il palo per il 6 a 0. Che batosta! Il the end dell’afa estiva richiede ancora il vantaggio di poter utilizzare 5 cambi? Se non è così perché non tornare ai precedenti tre? La norma anti Covid è un vantaggio notevole per le squadre leader del campionato grazie alla qualità superiore dei rispettivi organici, che società minori non possono permettersi. Otto minuti alla fine e il Napoli tocchetta, in attesa di festeggiare il risultato eclatante. Sarà un caso, ma da quando sembra sfumato il suo esodo, Koulibaly è tornato il gigante ammirato da tutto il mondo. Indicazioni? Azzurri più equilibrati con il 4-3-3, forse da tenere in serbo per particolari occasioni il 4-2-3-1. Stasera grande Napoli e che peccato che non lo abbia ammirato il pubblico sulle gradinate. Peccato per Insigne, sperando in un infortunio non grave.